giovedì, 29 Febbraio 2024

Sesso e pregiudizio, risposte non banali a domande comuni: contraccezione e aborto senza tabù

Educazione sessuale, contraccezione, teoria gender, interruzione volontaria di gravidanza, legge 194, politiche antiabortiste. Sono solo alcuni dei temi affrontati nel corso delle nostre sei videointerviste limpide, senza filtri, né sconti alla ginecologa Anna Pompili, responsabile del servizio Ivg dell'Ospedale Sant'Anna di Roma, membro della Consulta di Bioetica e Consigliera Generale dell'Associazione Luca Coscioni.

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Prof. ma se si rompe il preservativo cosa dobbiamo fare?“, “Professorè, lei ha mai abortito? Io sì, la prima volta avevo 13 anni“. Sono entrata nella classe di Giorgia e Stefania a gennaio 2023, vestita delle ansie di un’insegnante di Storia alle prime armi, che non riesce a smettere di sentirsi studente, di vedersi dietro quei banchi scarabocchiati. Queste due 16enni hanno travalicato la linea invisibile gerarchica di cui tanto parlano i testi di pedagogia e didattica, forse colpite dalla mia giovane età o da quell’emozione che non riuscivo a scrollarmi di dosso, e mi hanno chiesto con nonchalance se fossi fidanzata, se io, la loro nuova professoressa, fossi innamorata, quando avessi fatto sesso per la prima volta, dove, come e perché, e poi se fosse nato un figlio da quell’incontro ravvicinato del terzo tipo. Non c’è che dire, io quel giorno ho vinto l’Oscar per una delle peggiori entrate da docente senza polso di tutti i tempi, ma la terribile performance si è trasformata in un piccolo miracolo. Ho cercato di rispondere con imbarazzo alle domande di quelle incoscienti e fragili amazzoni, tanto libere nella parola, quanto nel pensiero.

Sesso, contraccezione, gravidanze inaspettate, aborto, temi, idee e consigli riguardo alla salute sessuale e riproduttiva che piombavano tra quelle mura scolastiche come pioggia incessante dopo mesi di siccità. Le ragazze erano assetate sì, ma non di ciò che con malizia i perbenisti chiamerebbero “precoce e pericolosa disinvoltura nell’affettività“. Giorgia e Stefania, assieme ad almeno altri loro dieci compagni di classe, tra ragazze e ragazzi, erano assetati di conoscenza, scoperta, curiosità per le loro forme e sostanze in mutamento, per le loro prime naturalissime voglie di autodeterminazione nel corpo e nella mente. Così ho deciso di raccogliere quei sacrosanti interrogativi di donne e uomini del domani, quei dubbi che hanno suscitato in me, persona informata al tramonto dei 28 anni, una paura inspiegabile, frutto probabilmente dei troppi filtri, dei moralismi con cui la società ha pensato bene di crescere intere generazioni di ex studenti.

Così, rimessi i panni dell’intervistatrice, ho scelto di rivolgere le loro e le nostre domande alla dottoressa Anna Pompili, ginecologa responsabile del servizio Interruzione di gravidanza del Centro per la salute della donna Sant’Anna della ASL Roma1, cofondatrice dell’Associazione Medici Italiani Contraccezione e Aborto, membro della Consulta di Bioetica, nonché Consigliera Generale dell’Associazione Luca Coscioni. Ho pensato di approfondire e racchiudere certi temi di natura e importanza vitale in questo secondo appuntamento della nostra rubrica di approfondimento su temi di riflessione etica, civile e scientifica in collaborazione proprio con la Consulta di Bioetica. Grazie a quest’associazione, presieduta dal professor Maurizio Mori, abbiamo potuto discutere in molte interviste di obiezione di coscienza, maternità surrogata, eutanasia, suicidio assistito, testamento biologico e scelte mediche nel periodo pandemico.

Dottoressa ginecologa Anna Pompili

Nelle prossime schede sono visionabili sei videointerviste in cui la dottoressa Pompili ci ha parlato con completezza e semplicità di educazione sessuale a scuola, metodi contraccettivi, innovazioni e leggi nel campo della salute sessuale e riproduttiva in Italia e nel mondo, diritto all’interruzione volontaria di gravidanza e i pericoli rappresentati dalle politiche antiabortiste.

Stando allo studio nazionale fertilità, promosso dal ministero della Salute, l’89% dei ragazzi e l’84% delle ragazze cercano su internet informazioni riguardo alla salute sessuale e riproduttiva. Siamo tra i pochissimi Paesi in cui non è obbligatoria l’educazione sessuale a scuola, perché? Ecco cosa ci ha detto…

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