domenica, 22 Maggio 2022

Guerra in Ucraina, domani von der Layen e Borrell da Zelensky. Kiev: “Ripresa offensiva a Mariupol”. Dalla Ue nuove sanzioni alla Russia

Mentre l'offensiva russa su Mariupol riprende, Kiev e Mosca hanno concordato 10 corridoi umanitari per permettere ai civili residenti nelle regioni del Donbass di evacuare. Borrell e von der Layen volano in Ucraina per incontrare Zelensky.

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Dopo le ultime stime effettuate nella città di Bucha, le autorità locali ucraine hanno lanciato l’allarme per fuggire dai territori dell’est del Paese. Già mercoledì 6 aprile, il ministro per la reintegrazione dei territori occupati, Iryna Vereschchuk, aveva invitato i residenti delle regioni di Lugansk, Donetsk e parte di Kharkiv ad evacuare immediatamente. Intanto, Kiev dichiara che i russi hanno ripreso l’offensiva a Mariupol. La ministra, inoltre, ha dichiarato che l’Ucraina ha disposto 10 corridoi umanitari dopo aver concordato le rotte con la Russia. Verenschchuk ha poi aggiunto che l’unico modo per i residenti di lasciare Mariupol, è utilizzare i propri mezzi. Gli sforzi per portare convogli di autobus in città, consegnare aiuti ed evacuare decine di migliaia di persone intrappolate lì, sono ripetutamente falliti.

Ursula von der Layen a Kiev per incontrare Zelensky

Il presidente dell’Ucraina, Volodymyr Zelensky incontrerà la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen domani, venerdì 8 aprile. Lo ha annunciato Sergei Nikiforov, addetto stampa del capo di stato. Insieme ad Ursula von der Layen, anche l’Alto rappresentante per la politica estera Ue Josep Borrell farà visita a Kiev.

Kiev: “Ungheria aiuta Russia, minaccia l’unità europea”

Viktor Orban, nel weekend appena trascorso, ha vinto ancora una volta le elezioni in Ungheria e si appresta ad affrontare il suo quarto mandato consecutivo. Nel suo discorso dopo la vittoria, Orban ha definito il presidente Zelensky, i “burocrati a Bruxelles“, “l’impero Soros” e i “media internazionali” come suoi “avversari“. Ma, a differenza di prima, il Capo di Stato ungherese potrebbe non poter più contare nemmeno sui suoi più stretti alleati dell’Unione, dato che solo Budapest è rimasta in una posizione ambigua in merito al conflitto. Polonia, Repubblica Ceca, Slovacchia e Austria hanno seguito la linea comune dell’Unione Europea e continuano a sostenere l’Ucraina. Va detto che, Orban, in alcune dichiarazioni rilasciate mercoledì 6 aprile, si è espresso comunque contrario all’invasione e condannato Putin definendolo “nemico“.

L’Unione Europea ha deciso: più sanzioni contro la Russia

Con 413 voti a favore, 93 contrari e 46 astenuti, il Parlamento europeo ha dato il via libera alla risoluzione di maggioranza che chiede più sanzioni contro la Russia, includendo l’import di energia. Approvato anche un emendamento che chiede “un totale e immediato embargo su gas, petrolio e carboni russi“.

Via libera per le sanzioni contro la Russia (fonte: account facebook Guy Verhofstadt)

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