giovedì, 29 Settembre 2022

Guerra in Ucraina, Medvedchuk e 55 russi in cambio di 205 prigionieri: tra loro 5 del battaglione Azov. Fuga in massa da Mosca

In Russia arrestati 1.307 manifestanti in ben 39 città, continuano le fughe di massa . Sul fronte di guerra, Zaporizhzhia sotto attacco. Il risultato di accordi personali tra Zelensky ed Erdogan ha dato vita a un corposo scambio di prigionieri, i principali protagonisti sono stati Viktor Medvedchuk, oligarca ucraino filorusso accusato di tradimento, e i 5 leader del battaglione Azov.

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L’intesa tra Zelensky ed Erdogan ha previsto uno scambio di prigionieri. Si è concluso il “difficile processo” che ha visto la scarcerazione di Viktor Medvedchuk, oligarca ucraino filorusso accusato di tradimento arrestato il 12 aprile scorso, insieme ad altri 55prigionieri di guerra russi che non ci interessano” in cambio della liberazione di 205 ucraini e 10 stranieri liberati da Mosca. Tra i patrioti di Kiev, 5 sono i capi delle truppe che hanno difeso l’acciaieria Azovstal a Mariupol. L’ha reso noto il capo dell’ufficio del presidente ucraino, Andriy Yermak. I prigionieri sono stati liberati in cambio dell’oligarca “che ha già fornito tutte le prove possibili all’inchiesta”, ha poi aggiunto che “questo è stato un risultato significativo, dovuto a tattiche correte utilizzando una posizione di forza che include i risultati degli sforzi in prima linea delle truppe armate”.

Rilasciati i leader del battaglione Azov

I leader del battaglione Azov, il comandante Denis Prokopenko “Redis” e il suo vice Svyatoslav Palamar “Kalina”, sono tra i prigionieri rilasciati dalla Russia. Oltre a Prokopenko e Palamar, è stato liberato anche il comandante della 36esima brigata marina, il maggiore Sergei Volyn. L’ex comandante dell’Azov Andrey Biletsky ha scritto sui social: “Ho appena parlato al telefono con loro, tutti hanno uno spirito combattivo e sono persino desiderosi di combattere. Un’altra conferma che Azov è di acciaio. Adesso i ragazzi sono già liberi, ma in un Paese terzo, in Turchia. Rimarranno lì per un po’, ma la cosa principale è già accaduta: sono liberi e vivi”.

Sindaco: “Kharkiv sotto attacco russo”

Il sindaco della città, Igor Terekhov, ha reso noto un violento bombardamento su un distretto di Kharkiv aggiungendo che non sarebbero stati danneggiati palazzi a uso civile anche se si è sviluppato un incendio in un edificio non residenziale. Il bilancio delle vittime è ignoto.

Zaporizhzhia è stata bombardata

Il capo dell’amministrazione militare regionale, Oleksandr Starukh, ha riferito un bombardamento russo sulla regione di Zaporizhzhia in mattinata, “il nemico ha colpito il centro regionale, alcune zone sono rimaste senza elettricità e stiamo accertando eventuali vittime e distruzioni”.

Melitopol, esplosione nel mercato: 3 vittime

A Melitopol, città dell’Ucraina sud-orientale occupata dall’esercito russo, è esploso un negozio in un mercato. La deflagrazione ha provocato 3 vittime. L’hanno riferito le autorità filorusse citate dalla Tass.

Oltre 1.300 arresti durante le proteste in Russia

Dopo l’annuncio della “mobilitazione parziale” da parte di Putin durante il discorso alla Nazione, le persone arrestate dalla polizia russa nelle proteste sono 1.307 in ben 39 città diverse. La città col maggior numero di fermi è Mosca, dove la polizia ha trascinato nelle sue camionette 527 persone. A San Pietroburgo si registrano 480 fermi. L’ha reso noto l’Ong Ovd-Info.

Russi fuggono ancora in Finlandia, la nuova Terra promessa

Continua la fuga in Finlandia da parte dei cittadini russi a seguito dell’annuncio di Putin della mobilitazione parziale. Gli abitanti arrivano nello Stato dell’Europa settentrionale attraverso i valichi di frontiera. Secondo la Guardia di frontiera finlandese, ben 4.824 cittadini sarebbero arrivati nello Stato attraverso il confine.

Filorussi: “Per il 28 settembre risultati referendum Zaporizhzhia”

Saranno annunciati il 28 settembre i primi risultati del referendum nella regione di Zaporizhzhia, l’ha dichiarato Galina Katyushchenko, la presidente della Commissione elettorale costituita dalla Russia che ha occupato militarmente la regione ucraina. Il voto è previsto dal 23 al 27 settembre. Mosca vuole tenere il referendum che giustificherebbe dal punto di vista russo l’annessione in parte della regione di Zaporizhzhia, nella regione di Kherson e le repubbliche autoproclamate del Donbass (Donetsk e Lugansk).

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