sabato, 2 Luglio 2022

Guerra in Ucraina, processo a soldati dell’Azovstal. Doppia valuta a Kherson. Dimissioni consigliere russo all’Onu per “vergogna”

Mosca esclude lo scambio dei soldati ucraini arresi all'Azovstal, a Mariupol si prepara il tribunale per processarli. Il consigliere russo all'Onu, Boris Bondarev, lascia l'incarico per la "vergogna" delle azioni del suo Paese. Rischio di crisi economica per il blocco dell'export del grano. Da lunedì a Kherson entrerà in vigore la doppia valuta: il rublo e la grivnia.

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Dopo la resa definitiva dei soldati dell’acciaieria Azvostal, Mosca esclude categoricamente lo scambio tra i militari ucraini usciti dalla struttura e il deputato oppositore filorusso Viktor Medvedchuk. Il portavoce del Cremlino, Dmitri Peskov, ha affermato che “Medvedchuk è un cittadino ucraino, e non è un militare. Nel caso delle persone che si sono arrese all’Azovstal, stiamo parlando di militari e membri di formazioni nazionaliste, per cui si tratta di categorie completamente differenti e non si può praticamente parlare di scambi”. E riguardo lo scambio con prigionieri russi ha detto che il prossimo passo deve essere fatto dalla parte ucraina: “Sono loro che, se necessario, parleranno”. Anzi, la situazione per i soldati arresi e detenuti nel Donetsk diventa sempre più grave: il leader dell’autodichiarata repubblica ha annunciato la preparazione di un tribunale a Mariupol per processare i militari ucraini.

Intanto è arrivato il primo abbandono nella diplomazia russa, in disaccordo con l’invasione In Ucraina: Boris Bondarev, consigliere presso la missione russa all’Onu a Ginevra, si è dimesso dal proprio incarico e dalla diplomazia, muovendo pesanti critiche ai gesti di Mosca. “Non mi sono mai vergognato così tanto del mio Paese come il 24 febbraio scorso” ha affermato Bondarev, definendo le azioni militari “un crimine contro il popolo ucraino e forse il più grave mai commesso verso quello russo”. Bondarev ha aggiunto che “non tutti i diplomatici russi sono guerrafondai. Sono ragionevoli, ma devono tenere la bocca chiusa. Alcuni hanno detto: ‘Tutti disapprovano, ma dobbiamo continuare a lavorare’, mentre altri hanno risposto ‘Stai zitto e smettila di diffondere questa cattiva influenza, specialmente tra i diplomatici più giovani’. È intollerabile ciò che il mio governo sta facendo ora. Come funzionario pubblico, devo assumere una parte di responsabilità per questo. E non voglio farlo”. Ha poi definito Lavrov, ministro degli Esteri, “un eccellente esempio del degrado del sistema” e ha invitato altri diplomatici russi in tutto il mondo a dare le dimissioni.

Economia: Russia e Ucraina a confronto

“Serve sbloccare i nostri porti marittimi. Bisogna usare tutti i canali diplomatici, perché da soli non possiamo lottare contro la Russia” Volodymyr Zelensky si è espresso in questo modo riguardo il blocco dell’export di grano dall’Ucraina, tirando in ballo il pericoloso avvicinamento del rischio di una crisi alimentare globale, oltre un ennesimo colpo all’economia locale. Ma il presidente ucraino non è l’unico preoccupato per questa situazione. Le sanzioni che la Russia sta subendo hanno portato Putin a discutere l’argomento con Lukashenko, il leader bielorusso, ostentando tuttavia una certa sicurezza: “Tutto ciò che sta accadendo richiede un’attenzione speciale da parte del blocco economico del governo, sforzi speciali, e in generale voglio sottolineare che questi sforzi producono un effetto positivo. L’economia russa resiste abbastanza bene a sanzioni”.

Eppure grandi multinazionali, come McDonald’s e Starbucks, continuano ad abbandonare il Paese, chiudendo i propri punti vendita e favorendo così una certa perdita economica; in più la moneta russa ha perso valore da mesi e, secondo le sanzioni, il rublo non può essere utilizzato per pagare i prodotti esportati da Mosca, proprio per evitare che la moneta riprenda la sua forza economica. Tuttavia, a Kherson, il governatore insediato dalla Russia ha dichiarato che nella regione verrà aperto un ufficio della banca di Mosca e da lunedì sarà introdotta la doppia valuta: il rublo russo e grivnia ucraina.

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