giovedì, 29 Settembre 2022

Guerra in Ucraina, referendum per Donbass alla Russia dal 23 al 27 settembre. Kiev: “Tribunale stile Norimberga”

Le regioni occupate di Zaporizhzhia e Kherson hanno annunciato di voler chiamare i cittadini alle urne per decidere se aderire alla Federazione russa. Nel Donetsk e nel Lugansk il voto è previsto dal 23 al 27 settembre; l'annuncio ha fatto crollare di oltre il 10% la Borsa di Mosca. Kuleba: "Questa farsa non cambierà nulla, Mosca resterà l'aggressore"

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Le autorità filorusse di Zaporizhzhia, del Lugansk, del Donetsk e di Kherson hanno annunciato di voler chiamare i cittadini alle urne per decidere personalmente tramite un referendum se aderire o meno ufficialmente alla Federazione russa. “Siamo insieme alla Russia. Nei prossimi giorni potrebbe esserci una votazione. Vogliamo certezza e un futuro stabile e felice. Attendiamo con impazienza l’annuncio del voto. Siamo pronti a esercitare il nostro diritto all’autodeterminazione e a porre fine alla questione dell’appartenenza territoriale del territorio di Zaporizhzhia“. Così si è espresso il presidente del movimento filorusso Vladimir Rogov, citato dall’agenzia di stampa Ria Novosti.

Dello stesso parere anche il capo dell’amministrazione di Kherson, Vladimir Saldo: “Tenendo conto delle richieste delle organizzazioni pubbliche e degli abitanti della regione, i vertici di Kherson hanno deciso di tenere un referendum sull’adesione alla Federazione russa. Sono certo che la leadership di Mosca accetterà i risultati del voto e diventeremo parte della Russia“. Inoltre quest’ultimo ha affermato che sarebbe necessario far nascere nell’area alcuni gruppi militari di volontari pronti a dare manforte alle truppe di Putin. Nelle regioni del Donetsk e del Lugansk il referendum per l’annessione alla Russia è previsto dal 23 al 27 settembre. Tra le altre cose tale annuncio ha letteralmente fatto crollare di oltre il 10% gli indici della Borsa di Mosca; pare che verso le 15 ci sia stata una lieve ripresa con l’indice Moex che segnava un calo dell’8% e quello Rts del 7,76%.

Kiev: “I referendum non cambieranno nulla Mosca resterà l’aggressore”

I referendum farsa non cambieranno nulla. Né lo farà qualsiasi mobilitazione ibrida. La Russia è stata e resta un aggressore che occupa illegalmente parti del territorio ucraino”, si legge in un messaggio condiviso su Twitter da Dmytro Kuleba, ministro degli Esteri ucraino, in risposta agli annunci delle autorità filorusse del Donbass. “L’Ucraina ha tutto il diritto di liberare i suoi territori e continuerà a liberarli qualsiasi cosa dica la Russia”. Dichiarazioni in netto contrasto con quanto dichiarato nella mattinata di oggi, 20 settembre, dal vicepresidente del Consiglio di Sicurezza nazionale della Russia, Dmitry Medvedev, che ha affermato come i referendum siano importanti per “il ripristino di una giustizia storica“.

Kiev: “Chiederemo all’Onu tribunale stile Norimberga”

L’Ucraina ha intenzione di chiedere un tribunale speciale contro i crimini di guerra russi sullo stile del Tribunale Internazionale di Norimberga; una domanda che verrà avanzata nel corso della 77esima Assemblea Generale dell’Organizzazione delle Nazioni Unite, che si inaugura nella giornata odierna. Secondo Andriy Smyrnov, vice capo dell’ufficio del presidente Volodimir Zelensy, si tratterebbe di un tema urgente sorto alla luce delle agghiaccianti scoperte di fosse comuni e brutalità avvenute a Izyum.

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