venerdì, 19 Agosto 2022

Guerra in Ucraina, Filorussi: “Kiev ha colpito il carcere per eliminare i militari di Azov”. Cremlino: “Solidali con la Cina per Taiwan”

Stanotte sono piombati 40 missili su Nikopol che hanno danneggiato 6 case e altre aree residenziali. Il leader del Donetsk: "Nella prigione colpita c'erano i militari di Azov che avevano iniziato a testimoniare. Si tratta di un attacco intenzionale di Kiev per eliminarli". Solidarietà di Mosca a Xi Jinping: "Rispettiamo la sovranità e l'integrità territoriale della Cina".

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Nelle ultime 48 ore in Ucraina hanno perso la vita almeno 18 civili, vite spezzate a colpi di bombe nemiche. Il governatore militare provinciale Pavlo Kyrylenko ha reso noto che solo nel Donetsk sono morte 10 persone e ne sono state ferite 25, a causa dei bombardamenti russi su molti centri abitati. A Kharkiv sono due le vittime, cinque a Mykolaiv e una nei territori in mano ai separatisti filorussi. Questa notte sono piombati più di 40 missili su Nikopol, che hanno finito per danneggiare 6 case e altre aree residenziali. Fortunatamente pare che nessuno sia deceduto né sia rimasto ferito. Qui, la linea elettrica è saltata e risulta attualmente interrotta. La notizia degli attacchi è stata diffusa da Valentyn Reznychenko, il capo dell’Amministrazione militare regionale di Dnipropetrovsk.

Filorussi: “Kiev ha colpito il carcere per eliminare i militari di Azov che hanno iniziato a testimoniare”

Il leader dell’autoproclamata Repubblica del Donetsk, Denis Pushilin, ha ribadito che l’attacco alla prigione di Olenivka è stato sferrato intenzionalmente dalle forze armate ucraineper eliminare i militari di Azov che hanno iniziato a testimoniare“. Gli uomini del battaglione erano nella struttura di detenzione, in quanto prigionieri catturati dai russi. Dal canto suo il governo ucraino, per bocca del suo ministro degli Esteri Dmytro Kuleba, rimanda al mittente le accuse. “La Russia ha commesso un altro crimine di guerra agghiacciante bombardando una struttura correttiva nell’Olenivka occupata dove deteneva prigionieri di guerra ucraini. Invito tutti i partner a condannare fermamente questa brutale violazione del diritto umanitario internazionale e a riconoscere la Russia come uno stato terrorista”, ha tuonato Kuleba in un post sul suo profilo Twitter.

Intanto il Comitato Investigativo della Russia “ha aperto un caso penale per un reato ai sensi dell’articolo 356 del codice penale della Federazione Russa in relazione all’attacco dei nazionalisti ucraini al centro di detenzione preventiva nel villaggio di Olenivka nella Repubblica del Donetsk”. Lo si legge in un comunicato delle forze militari dell’autoproclamata Repubblica Popolare di Donetsk. “Gli investigatori stanno attualmente indagando sulla scena. Il Comitato investigativo russo prenderà provvedimenti per stabilire tutte le circostanze dell’incidente e i nazionalisti ucraini coinvolti in questo crimine”, spiegano i separatisti.

Mosca: “Solidali con Cina, rispettare la sua sovranità”

Ieri, 28 luglio, vi è stato un delicato colloquio tra il presidente cinese Xi Jinping e il suo omologo americano Joe Biden. Il leader di Pechino ha avvertito gli Stati Uniti di “non scherzare con il fuoco” per quanto riguarda Taiwan; così, non si è fatta attendere la solidarietà del Cremlino a Jinping. “Siamo certamente solidali, rispettiamo la sovranità e l’integrità territoriale della Cina“, ha detto il portavoce russo Dmitri Peskov. L’alto funzionario ha dichiarato di dover stare attenti a qualsiasi passo falso che possa in qualche modo “infiammare” la questione, in quanto l’isola di Taiwan è considerata dal governo cinese come parte integrante del suo territorio e pare siano pronti a riprenderla anche con la forza, se dovesse essercene bisogno.

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