mercoledì, 19 Giugno 2024

Maternità surrogata e reato universale, centrodestra ci riprova in Commissione Giustizia mercoledì. Consulta di Bioetica: “Una boutade”

Dopo le ultime scioccanti dichiarazioni del deputato Federico Mollicone che ha definito la maternità surrogata "reato più grave della pedofilia", è tornato a parlare dell'argomento Maurizio Mori, presidente della Consulta di Bioetica Onlus: "La proposta di un divieto universale di gestazione per altri è obsoleta e sbagliata. Basta con arcaici ricatti sulla pelle di genitori e bambini".

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L’idea del divieto universale di maternità surrogata è la solita boutade analoga a chi voleva il divieto universale della fecondazione assistita, e prima ancora della libertà delle donne”, a parlare è Maurizio Mori, presidente della Consulta di Bioetica Onlus, costretto a tornare sull’argomento a causa delle ultime scioccanti dichiarazioni del deputato Federico Mollicone. “È un reato grave, più grave della pedofilia. Siamo di fronte a persone che vogliono scegliere un figlio come la tinta di casa, è una compravendita di genetica, una forma di razzismo”. Così si è espresso ieri mattina, 20 marzo, il presidente della commissione Cultura della Camera, ai microfoni del programma Omnibus su La7. Le critiche avanzate nei confronti della maternità surrogata o gestazione per altri non sono altro che figlie di pensieri già espressi solo pochi giorni fa dalla ministra per la Famiglia e le Pari opportunità Eugenia Roccella e dall’ex senatore Simone Pillon. “L’utero in affitto è un delitto”, ha detto proprio il leghista a La Stampa.

Dichiarazioni che rafforzano il ddl ripresentato in Senato da Fratelli d’Italia, che vorrebbe rendere la gestazione per altri “reato universale“, e la bocciatura arrivata la scorsa settimana in Commissione Politiche europee del Senato della proposta di regolamentazione per il certificato di filiazione. Oggi, 21 marzo, mentre si attende che le bozze di legge del centrodestra vengano discusse entro giovedì 23 marzo in Commissione Giustizia della Camera, la Consulta di Bioetica si è schierata in difesa di questa pratica di procreazione. Maurizio Mori, anche membro del Comitato Nazionale di Bioetica e intervistato da noi in molte occasioni su temi di inizio e fine vita, ha definito la gpa “una forma di riproduzione assistita eticamente buona, che va regolata con oculatezza”.

Per poter cogliere a pieno tutti gli accenni e le vicende politiche a cui fa riferimento il presidente della Consulta nella sua lettera, a nome dell’associazione, è necessario fare il punto e ricomporre le fila della matassa ideologica e populista riguardo la maternità surrogata in Italia, quel tessuto che le fazioni più conservatrici stanno tentando di serrare a maglie strette da qualche anno a questa parte.

La gestazione per altri all’estero e in Italia

Il deputato Mollicone, lo stesso che qualche anno fa ha chiesto alla Rai di non trasmettere la puntata del cartone animato “Peppa Pig” in cui era presente una coppia di mamme orse polari che avrebbe a suo dire traumatizzato i più piccoli, ha accostato ieri la pedofilia al progresso scientifico della maternità surrogata o gestazione per altri, una pratica di procreazione assistita in cui la madre gestante offre il suo utero, sotto pagamento o senza scopo di lucro, per portare avanti la gravidanza di altri, ovvero di genitori intenzionali biologicamente impossibilitati nell’avere figli. Ora, se è audace parlare di questa tecnica come di un miracolo, è certo si possa trattare di un dono o un servizio offerto liberamente da una donna a una coppia che vorrebbe figliare.

In Russia, Stati Uniti, Grecia, Georgia, Regno Unito, Portogallo, Belgio, Repubblica Cieca, Israele, Messico, Guatemala, Thailandia, Nepal, India, Australia e Ucraina – ora più complicato a causa del conflitto in corso – è possibile accedere alla surrogacy, pur non essendo ovunque permessa quella a pagamento ed essendovi spesso delle limitazioni che variano a seconda dell’omosessualità o eterosessualità della coppia richiedente. Invece in Italia la gpa, sia su base commerciale che altruistica, è vietata in ogni forma dall’articolo 12, legge 40/2004 e dal 2021 il centrodestra continua a proporre, in veste di eterno ritorno dell’uguale incostituzionale, disegni di legge perché questa pratica di riproduzione assistita venga perseguita come “reato universale”, ovvero punendo con il carcere da 3 mesi a 2 anni e multe da 600mila a un milione di euro chi “commette il fatto all’estero”, cercando di fermare il cosiddetto “turismo procreativo“.

Pioggia di ddl del centrodestra per rendere “reato universale” la gpa

Il primo ddl è stato presentato durante la scorsa legislatura da Giorgia Meloni, testo poi adottato dalla Commissione Giustizia della Camera nell’aprile 2022. Però evidentemente si tratta di una proposta a cui si è ormai avvezzi, peggio della busta dell’umido maleodorante dimenticata per due o tre giorni a cui credi di esserti assuefatto e che torna a farsi risentire a ondate. Quel disegno di legge è stato ripresentato il 13 ottobre 2022 dal senatore Maurizio Gasparri. In quest’ultima occasione va ricordato che il rappresentante di Forza Italia ha anche chiesto la modifica dell’articolo 1 del codice civile, “riconoscendo la capacità giuridica del concepito“, una manovra politica già tentata in innumerevoli occasioni che di fatto scoraggerebbe le donne nel ricorso all’aborto. La nuova stretta sulla gpa è arrivata poi il 15 febbraio 2023, quando è stato ripresentato lo stesso identico testo in Senato da Fratelli d’Italia, firmato dalla sottosegretaria e senatrice Isabella Rauti e dal capogruppo dei senatori Lucio Malan.

A distanza di un mese le proposte di legge sulla maternità surrogata sono state calendarizzate dalla commissione Giustizia della Camera e verranno esaminate tra domani e giovedì 23 marzo. In questa sede saranno discusse in abbinamento le richieste di Fratelli d’Italia, Lega e Forza Italia. Fortunatamente con l’Associazione Luca Coscioni si intravede una luce in fondo a questo tunnel di ddl proibizionistici, che aumentano un sottobosco di sfruttamenti femminili e mercati illegali della gpa nel nostro Paese. Il gruppo di combattenti per le libertà e i diritti civili, guidato dal tesoriere Marco Cappato e dalla segretaria nazionale Filomena Gallo, nel 2019 ha proposto un testo in Parlamento per la legalizzazione della “Gravidanza solidale per Altri”, senza scopo di lucro. Alla loro lotta si è unito gran parte del centrosinistra, tra cui un’ala del Pd con la neo segretaria Elly Schlein, e chiaramente la Consulta di Bioetica.

Bocciatura in Senato della proposta Ue per regolamentare il certificato di filiazione

Questo fenomeno di evidente criminalizzazione della maternità surrogata in Italia, accolto anche da ampie frangie femministe, viene in qualche modo spinto anche dalla recentissima risoluzione della maggioranza che durante la Commissione Politiche europee del Senato ha invalidato con 11 voti a favore su 18 la genitorialità riconosciuta in un altro Stato membro, stabilendo che i bambini di coppie eterosessuali e omosessuali, nati mediante maternità surrogata o adottati all’estero, non potranno mantenere sul nostro territorio il loro status di figli. Un drammatico epilogo che strappa di fatto questi bimbi ai loro genitori, rendendoli orfani di madre e padre e relegandoli per un tempo indefinito in un limbo burocratico e politico. Una decisione che si concretizza ancor di più con lo stop della registrazione dei figli di coppie gay imposto a tutti i sindaci d’Italia da una circolare del ministero dell’Interno giunta attraverso i prefetti. Molti primi cittadini delle città più importanti, da Torino a Milano, si sono uniti nello sconcerto dinanzi a questa bocciatura, dichiarando che vi è l’urgenza di stilare una legge nazionale per consentire come in altri Paesi europei il riconoscimento di pieni diritti per tutti i minori, compresi quelli delle famiglie omogenitoriali.

Mori: “L’idea del divieto universale è la solita boutade”

Maurizio Mori ha infatti iniziato la sua lettera facendo riferimento proprio all’ultimo blocco del riconoscimento di filiazione. “Con la nota attenzione per i diritti di tutte le persone l’Unione Europea sta proponendo una norma valida in tutt’Europa che garantisca a tutti i nati l’uguaglianza di status – ha spiegato il presidente della Consulta -, a ciascun nato nell’Unione devono essere garantiti eguali diritti a prescindere dalla modalità di nascita, e basta con le discriminazioni tra figli legittimi, illegittimi, adulterini, naturali, e altre sciocchezze simili. In Italia questo sano principio morale di uguaglianza civile non è stato riconosciuto da una Commissione del Senato, che ha bocciato la proposta europea. Per coprire questo obbrobrio è iniziata una campagna stampa contro ciò che con espressione disgustosa e sessista viene chiamato ‘utero in affitto’, ossia la pratica della ‘gestazione per altri’ in cui una donna porta a termine una gravidanza per consentire a chi nasce di vivere come figlio di chi lo ha voluto”.

Prof. Maurizio Mori

“Nella storia – ha proseguito – sono state diverse le forme di collaborazione promosse per far vivere e crescere i nuovi nati, e la più nota è stata il baliatico in cui la ‘mamma di latte’ aiuta dopo la nascita per consentire al neonato di crescere. Oggi le tecniche di riproduzione assistita fanno sì che la collaborazione possa attuarsi anche prima della nascita, allargando le opzioni e le forme di genitorialità che mostrano un aumento di responsabilità. Qui sta il punto fondamentale da considerare: nel far venire al mondo un nato, l’aspetto etico centrale è la responsabilità per la sua vita, la sua crescita e il suo benessere, e non tanto le modalità con cui si incontrano i gameti. Il punto costituivo della genitorialità non è l’aspetto ‘naturalistico’ relativo alla condotta fisica che ha portato all’esistenza un nuovo nato, ma è l’assunzione di responsabilità per il miglior interesse del nato“.

Mori: “Basta con arcaici ricatti sulla pelle di genitori e bambini”

Non è vero – ha continuato Mori – che la gestazione per altri di per sé comporti sempre la reificazione della donna e la mercificazione del figlio, perché può essere un modo per costruire nuove forme rispettose di relazione e parentela“. Tuttavia, il presidente della Consulta ci ha tenuto a specificare quanto “la nuova pratica” vada “regolamentata”, “ma non per impedirne l’attuazione o per demonizzarla, quanto piuttosto per evitare sfruttamenti e eventuali altre incongruenze che possono crearsi, analogamente a quel che capita in altri ambiti, esempio quello dell’adozione”.

La proposta di un divieto universale di gestazione per altri è obsoleta e sbagliata – ha affermato in conclusione – come lo è stata l’idea di divieto universale di fecondazione assistita o di altre pratiche che hanno allargato le opportunità di scelta. Basta con arcaici ricatti sulla pelle di genitori e bambini. L’idea del divieto universale è la solita boutade analoga a chi voleva il divieto universale della fecondazione assistita, e prima ancora della libertà delle donne”.

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