sabato, 2 Luglio 2022

Gpa altruistica e mercato dello sfruttamento, il caso Italia: cosa dice la legge e cosa si sta cercando di fare

La gpa in Italia è vietata in ogni forma dall'articolo 12, legge 40/2004. L'Associazione Luca Coscioni ha proposto un testo in Parlamento per legalizzare la "Gravidanza solidale per Altri", senza scopo di lucro. Basta una legge per scongiurare il mercato dello sfruttamento del corpo femminile o situazioni come quelle accadute ai nati in Ucraina durante la pandemia?

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La gpa in Italia è vietata in ogni forma dall’articolo 12, legge 40/2004. L’Associazione Luca Coscioni nel 2019 ha proposto un testo in Parlamento per la legalizzazione della “Gravidanza solidale per Altri”, senza scopo di lucro. Crede basti una legge che favorisca il generoso dono dell’utero per scongiurare il mercato dello sfruttamento del corpo femminile o situazioni come quelle accadute ai nati in Ucraina durante la pandemia?

Maurizio Mori:
Lo sfruttamento del corpo femminile avviene già in moltissime altre occasioni, si tratta del frutto del capitalismo. Credo che più che limitarci a parlare di sfruttamento nella gravidanza per altri e nelle pratiche sessuali, ci si debba preoccupare dello sfruttamento generalizzato che vi è nel nostro mondo. Non sono un marxista e di certo non ce n’è bisogno per rendersi conto di un’umanità ormai vessata sempre più da crescenti disuguaglianze. Nella Fiat negli anni ’60 tra l’ingegnere capo e l’ultimo operaio c’era una disparità di 1 a 50, oggi le differenze di salario tra i due sono di migliaia di volte e questo ci dà la cifra di come i divari siano enormemente aumentati. Tornando alla gravidanza per altri e alle pratiche di procreazione medicalmente assistita (pma), è necessaria una riforma generale della legge 40; quest’ultima sin dall’art. 1 dice che “è consentita la fecondazione assistita come sostituto del processo naturale”, quando appunto tale processo non funziona. Ecco, è sbagliata l’impostazione, perché la fecondazione assistita è un nuovo modo di riprodursi. L’avanzamento di civiltà sta anche nel dire che noi possiamo manipolare il processo riproduttivo. Per come è ora impostata le legislazione italiana una persona deve essere infertile, dichiarata, accertata e bastonata infertile per poter accedere alla fecondazione assistita, stesso discorso varrebbe qualora fosse legalizzata la gravidanza per altri. Ecco perché prima di pensare di introdurre tale pratica, va cambiato interamente l’impianto della legge 40.

Alessio Musio:
Prima di tutto la ringrazio per aver precisato come non siano vere quelle narrazioni che dicono che in Italia rispetto alla maternità surrogata ci sarebbe un vuoto giuridico. C’è invece il pieno giuridico di una legge che proibisce la pratica con delle sanzioni decisamente rilevanti. Sin qui, in ogni caso, abbiamo parlato della maternità surrogata su base commerciale. Lei ora sposta giustamente l’attenzione su quelle sue forme, comunque estremamente minoritarie, in cui la maternità per conto terzi non avviene in cambio di denaro, ma per motivi nobili e di dono. Una prima cosa da osservare è come però anche in questi casi resti spesso inaggirabile la dimensione economica di un rimborso monetario, visto che quello della gravidanza è comunque un tempo lungo che impedisce, almeno nelle sue fasi avanzate, di fare altre cose, per cui in qualche modo anche così resta una forma di passaggio del venire al mondo attraverso il denaro. La mia obiezione, però, non riguarda la retribuzione, che di per sé non è un segno di negatività, anzi ci sono lavori che dovrebbero essere pagati di più proprio perché sono veri lavori e sono decisamente importanti per la società… Il problema è un altro e non riguarda la distinzione tra donare e vendere, ma al contrario proprio ciò che accomuna questi due fenomeni: infatti, sono solo le cose che possono essere vendute o donate, non le persone che al massimo decidono loro di donarsi a chi vogliono. Non ho nulla da dire rispetto all’immagine della solidarietà e del dono, se non che simili esperienze non possono estendersi alla donazione di un’altra persona, quella del figlio. Come dicevo prima, la maternità surrogata, in quanto servizio gestazionale offerto o comprato, è inscindibile dalla presenza stessa del figlio.

La Commissione Giustizia della Camera ha adottato il testo base firmato da Fratelli d’Italia, prima firmataria Giorgia Meloni, e appoggiato dal centrodestra. Il ddl propone di perseguire “l’utero in affitto” come “reato universale”…continua a leggere

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