mercoledì, 6 Luglio 2022

Guerra in Ucraina, Lavrov: “Fake news su crimini”. Zelensky ai militari: “Verificate possibile attacco da Bielorussia”. Eni: “Gazprom taglia 50% gas”

Le perdite ucraine sembrano aumentare drammaticamente, “ogni giorno nel Donbass muoiono fino a mille soldati”. Lavrov ribadisce che quella della Russia è stata “un’operazione militare speciale”. Zelensky esorta i suoi di porre attenzione ad un possibile attacco dalla Bielorussia. Severodontesk è stata quasi del tutto evacuata. Scontri a Izyum e Kharkiv.

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Nel 114esimo giorno i numeri salgono, le perdite ucraine sembrano aumentare drammaticamente. “Ogni giorno nel Donbass vengono uccisi o feriti fino a mille soldati”. Lo ha detto Davyd Arakhamia, polito ucraino. Sale anche il bilancio dei civili uccisi dall’inizio del conflitto, l’Onu: “Sono quasi in 4.500”. Sul fronte diplomatico, il Ministro degli Esteri, Sergey Lavrov, durante un’intervista ha dichiarato che “non abbiamo invaso l’Ucraina. Abbiamo dichiarato un’operazione militare speciale perché non avevamo assolutamente altro modo di spiegare all’Occidente che trascinare l’Ucraina nella Nato era un atto criminale“. Sul fronte di guerra, le truppe di Kiev hanno quasi del tutto evacuato la città di Severodonetsk. Zelensky mette in guardia i suoi militari: “Verificare eventualità di un attacco dalla Bielorussia”. Dopo la cattura dei 2 ex marines statunitensi, Alexander Drueke e Andy Huynh, dei funzionari dell’amministrazione Usa hanno affermato che anche un altro americano è sparito, Grady Kurpasi, dopo 20 anni di servizio aveva deciso di arruolarsi come volontario in Ucraina. Non si hanno sue notizie dal 24 aprile, secondo quanto riporta la Cnn. Sul fronte energetico, Eni ha pubblicato un aggiornamento sull’approvvigionamento di gas dalla Russia: “A fronte di una richiesta giornaliera di gas da parte di Eni pari a circa 63 mln di metri cubi, Gazprom ha comunicato che fornirà solo il 50% di quanto richiesto (con quantità effettive consegnate pressoché invariate rispetto ieri)”.

Arakhamia: “Ogni giorno uccisi o feriti fino a mille soldati nel Donbass”

Davyd Arakhamia, politico ucraino e membro del team di negoziazione con la Russia nei primi giorni di guerra, ha dichiarato che “ogni giorno nel Donbass vengono uccisi o feriti fino a mille soldati ucraini, tra cui 200-500 morti e molti altri feriti”. Smentito, purtroppo, il bilancio precedente del presidente Zelensky secondo cui “ogni giorno venivano uccisi dai 60 ai 100 soldati ucraini”. Inoltre, Arakhamia ha aggiunto che l’Ucraina è riuscita a mobilitare 1 milione di persone e ha la capacità di arruolarne altri 2 milioni, ciò che manca sono armi e munizioni.

Onu: “Quasi 4.500 civili uccisi dall’inizio del conflitto”

L’Ufficio dell’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani (Ohchr) ha reso noto che dall’inizio dell’invasione russa sono stati uccisi 4.481 civili e 5.565 feriti, l’ha riportato Ukrinform. Secondo l’ultimo aggiornamento, la suddivisone delle vittime è la seguente: 1.739 uomini, 1.159 donne, 119 ragazze, 125 ragazzi, oltre a 40 bambini e 1.299 adulti il cui sesso è sconosciuto. La causa della morte di questi civili è per lo più dovuta a bombardamenti, missili e attacchi a aerei.

Lavrov: “La Russia non è perfettamente pulita ma non si vergogna”

Il Ministro degli Esteri russo, Sergey Lavrov, ha detto ai microfoni della Bbc che “non abbiamo invaso l’Ucraina” ma “abbiamo dichiarato un’operazione militare speciale perché non avevamo assolutamente altro modo di spiegare all’Occidente che trascinare l’Ucraina nella Nato era un atto criminale”. In seguito, parlando sui presunti crimini di guerra commessi dalle forze armate russe contro i civli nel villaggio ucraino di Yahidne, nella regione di Chernihiv, ha dichiarato: “È un vero peccato ma i diplomatici internazionali, tra cui l’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani, il segretario generale delle Nazioni Unite e altri rappresentanti delle Nazioni Unite, sono messi sotto pressione dall’Occidente. E molto spesso vengono utilizzati per amplificare le fake news diffuse dall’Occidente”

Severodonetsk quasi del tutto evacuata

Le truppe ucraine, in affanno da giorni nel resistere agli attacchi dell’artiglieria russa, sono riusciti a evacuare quasi completamente la città di Severodonetsk, per poi consolidarsi su nuove posizione a Lysychansk a causa della distruzione dei ponti che non permettono di rifornire in maniera adeguata l’altra sponda del Donec. A Ovest, invece, continua la controffensiva verso Izyum, con enormi e pesanti scontri nell’area. A Kharkiv, registrati pesanti scontri nell’area. Dalla regione di Kherson, i militari ucraini sono quasi in vista del capoluogo e dell’aeroporto.

Zelensky ai militari: “Verificare eventualità attacco dalla Bielorussia”

Secondo quanto ha riportato Unian, il segretario del Consiglio nazionale per la sicurezza e la difesa di Kiev, Oleksiy Danilov, ha spiegato che Zelensky ha incaricato le forze armate di verificare “la prontezza” alla difesa in 4 regioni dell’ovest dell’Ucraina in caso di invasione dalla Bielorussia. Danilov ha aggiunto che la “questione di questo territorio è stata discussa e sono stati valutati tutti i nostri corpi coinvolti, cosa sta succedendo lì, qual è lo stato dell’esercito bielorusso e quante truppe russe sono presenti”.

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