lunedì, 4 Luglio 2022

Da Firenze a Roma perseguita la ex con messaggi minatori, ma soffre di agorafobia: stalker assolto

Per diversi mesi, la ragazza ha sopportato le molestie perpetrate dall'uomo che, il più delle volte, avvenivano tramite messaggi ossessivi-compulsivi, tanto da indurla a un profondo stato di agitazion. Lo stalker agorafobico è stato assolto perché, a detta del Giudice, "il fatto non sussiste".

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È stato assolto lo stalker affetto da agorafobia, un 43enne residente a Firenze rinviato a Giudizio per aver perseguitato la sua ex partner, residente a Roma. Il processo, in rito abbreviato, si è tenuto nella giornata di ieri, 16 giugno, presso il Tribunale di Roma, dove, a detta del Giudice, “il fatto non sussiste“.

La vicenda

Avrebbe continuato a minacciare e perseguitare l’ex fidanzata nonostante la loro relazione fosse già archiviata da tempo. Per diversi mesi, la ragazza avrebbe sopportato le molestie perpetrate dall’uomo che, il più delle volte, avvenivano tramite messaggi ossessivi-compulsivi, tanto da indurla a un profondo stato di agitazione nella quotidianità. “Non meriti amore, devi morire o passare il resto dei tuoi giorni sola come un cane o in un letto di ospedale. Mi hai tradito“. Questi alcuni dei messaggi inviati, tanto da incitare la ragazza a sporgere denuncia. Pare, inoltre, che l’uomo continuasse imperterrito nella sua “folle missione” inviando alla vittima video erotici o che lo ritraevano in pose fetish, minacciando di morte anche l’attuale partner della ragazza.

Il difensore dell’imputato ha sollevato presunte incapacità di intendere e di volere, ma l’imputato non è stato assolto in considerazione delle stesse, ma con la vecchia formula dubitativa che ha ritenuto che il fatto non sussista“. Così Aldo Minghelli, avvocato di parte civile, a seguito della sentenza. Durante il processo, infatti, i legali del 43enne avrebbero portato in aula prove secondo cui, il loro assistito, da almeno 5 anni fosse seguito dal centro di salute mentale della Asl di Firenze per via di un’agorafobia, una condizione per cui un soggetto ha timore di instaurare relazioni sociali e di esporsi in luoghi pubblici.

Una patologia psicologica, questa, che limita le uscite di casa e, pertanto, le suddette motivazioni avrebbero impedito al 43enne di intraprendere relazioni sociali e, per di più, spostarsi da Firenze a Roma per perseguitare la sua ex. “Questo mi lascia perplesso. Se anche si fosse ritenuto non sussistere il reato di stalking, le molestie reiterate e continuative o le minacce erano pienamente realizzate e credo meritassero una sanzione“, ha concluso il penalista Minghelli.

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