martedì, 5 Luglio 2022

Guerra in Ucraina, Gazprom a Eni: “Riduzione 15% su flussi di gas”. Francia: “Adesione all’Ue urgente iter troppo lungo”

Gazprom riduce del 15% il flusso di gas a Eni, un portavoce del gruppo italiano: “Le ragioni non sono state al momento notificate”. Parigi avanza una proposta per rispondere all’urgenza geopolitica della guerra: “Creiamo comunità politica europea con Ucraina. L’iter di allargamento non è sufficiente”. Mosca rivendica distruzione deposito armi fornite da Paesi Nato a Kiev. Ikea chiude i 4 stabilimenti in Russia.

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Sul fronte della fornitura energetica, Gazprom ha comunicato a Eni una riduzione del 15% dei flussi di gas. Il gruppo italiano continuerà a monitorare la situazione. L’agenzia russa Tass ha citato l’azienda svedese Ikea che ha annunciato la chiusura di tutti e 4 gli stabilimenti presenti in Russia. La Francia avanza una proposta in vista del vertice europeo di fine giugno: creare una Comunità politica che unisca tutti gli stati europei che desiderano contribuire alla sicurezza, stabilità e prosperità del continente. Sul fronte di guerra, si è espresso il segretario generale della Nato, Jens Stoltenberg: “L’Ucraina ha bisogno di armi pesanti e di equipaggiamenti di ricognizione”. Mosca, di contro, ha rivendicato la distruzione di un deposito di armi nell’ovest dell’Ucraina fornite da Paesi Nato.

Gazprom a Eni: “Riduzione del 15% dei flussi di gas”

Sulla piattaforma di informazioni privilegiata (pip) per il monitoraggio Remit del Gestore dei mercati energetici si legge: “Eni ha ricevuto comunicazione di una limitata riduzione dei flussi dal proprio fornitore russo relativamente all’approvvigionamento gas verso l’Italia. Eni continuerà a monitorare l’evoluzione della situazione e comunicherà eventuali aggiornamenti”. Un portavoce del gruppo italiano ha confermato la comunicazione di Gazprom e che “le ragioni della diminuzione non sono state al momento notificate

Francia: “Creiamo Comunità politica europea con l’Ucraina”

In risposta alla richiesta dell’Ucraina di entrare nell’Ue, la Francia si è espressa: “La politica di allargamento, per il requisito delle riforme necessarie per l’adesione all’Unione Europea e la durata che ne deriva, non offre il quadro politico necessario per rispondere all’urgenza delle necessità storiche e geopolitiche derivanti dalla guerra contro l’Ucraina”. Per questo motivo Parigi ha proposto la creazione di una “Comunità politica tra tutti gli stati europei che desiderano contribuire alla sicurezza, stabilità e prosperità del continente”. Questo si legge in una proposta (nella forma del non-paper) avanzata dalla Francia in vista del vertice europeo di fine giugno.

Stoltenberg: “Equipaggiamenti di riconciliazione e più armi pesanti a Kiev”

Il segretario generale della Nato, Jens Stoltenberg, nella conferenza stampa alla vigilia della riunione dei ministri della Difesa, si è espresso così: “L’Ucraina ha bisogno di armi pesanti e di equipaggiamenti di ricognizione”. Poi ha aggiunto che al summit si aspetta “un accordo tra gli alleati per un pacchetto completo di assistenza all’Ucraina per passare dall’equipaggiamento dell’era sovietica all’era atlantica”. Ha concluso il suo intervento dicendo che “stasera incontreremo il Ministro della Difesa ucraina per discutere proprio del tipo di armi che servono e come consegnarle”.

Mosca rivendica distruzione armi della Nato a Kiev

Mosca ha rivendicato la distruzione di un deposito contenente armi fornite dai Paesi Nato a Kiev, nell’ovest dell’Ucraina. Il Ministero della Difesa russo ha specificato in una nota: “Vicino alla città di Zolochiv, nella regione di Leopoli, missili a lungo raggio Kalibr ad alta precisione hanno distrutto un deposito di armi straniere trasferite in Ucraina dai Paesi della Nato, inclusi obici M777 da 155 mm”.

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