mercoledì, 24 Luglio 2024

Un’Italia antifascista piace, ma non a tutti.

Sfila a Firenze l'Italia antifascista, 40 mila persone rilanciano messaggi quali: difesa della scuola pubblica, difesa della Democrazia, difesa della Costituzione. Il Ministro Valditara, nel frattempo, si dichiara apertamente antifascista e contro ogni forma di violenza.

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Sabato 4 Marzo 2023. Firenze, la città delle arti, di ponte vecchio, delle Basiliche, del Duomo, delle Chiese e degli Uffizi. La città di Botticelli, di Donatello, Brunelleschi. Firenze la culla del Rinascimento, è stata il palcoscenico della rinascita della sinistra.

Appuntamento in Piazza Santissima Annunziata, con alle spalle il maestoso Duomo e il campanile di Giotto, una carovana di persone trascinate da un fiume di bandiere, alcune appena appena abbandonate al leggero vento che sa di primavera. Simboli vintage di una politica d’altri tempi riemergono tra le mani di giovani collettivi e di vegliardi testimoni di un passato che ancora tormenta e che mantiene vivo il pericolo e la paura di un ri-eversione violenta. E purtroppo di malessere generale è colma la coscienza collettiva dal nord al sud del Paese.

Tuttavia, la grande partecipazione alla manifestazione organizzata dai sindacati CGIL, CISL, UIL, “in difesa della scuola e della Costituzione”, cui hanno partecipato uniti la neo segretaria del PD, Elly Schlein, il leader 5 Stelle, Giuseppe Conte e il segretario dell CGIL Maurizio Landini, non è un argomento bi-partisan. Mantiene alto il dibattito popolare tra tutti coloro i quali ostentano una inutile attenzione ad un pericolo fascista ormai superato nel nostro Paese, che etichettano l’aggressione del 18 Febbraio come una semplice rissa tra ragazzi e che ravvisano in queste espressioni di libero pensiero della sinistra l’unica forma di coalizione possibile da poter opporre alla forte destra al potere, e chi invece, sui recenti avvenimenti del Liceo Michelangiolo, intende gridare a gran voce e a tutto il Paese, la condanna più radicale di ogni forma di violenza.

I colori sono i più graditi alla tradizione della sinistra italiana, il rosso e il verde del Partito Democratico, il verde chiaro di Europa Verdi e di Sinistra Italiana, il rosso storico dei collettivi di operai e disoccupati, e tra i consueti striscioni dei maggiori sindacati italiani e di varie associazioni di Partigiani d’Italia, spiccano le variopinte bandiere della pace e i multicolori di alcuni striscioni di bambini di diverse scuole elementari della città. Colori che simboleggiano e rappresentano i temi gridati a più voci da un’unica identità: lavoro, disuguaglianze sociali, scuola pubblica, condanna della violenza e salvaguardia della Democrazia e della Costituzione.

Alla guida del corteo, mossosi dal monumento equestre a Ferdinando I de’ Medici sulle note della più cara e aggregante “Bella Ciao”, il collettivo degli studenti del Liceo Michelangiolo, con la più chiara e limpida espressione della loro “non indifferenza”, contro i silenzi colpevoli e contro le parole improprie del Ministro Valditara, tra di loro la stessa Preside dell’altro liceo fiorentino Da Vinci, Annalisa Savino, che con al collo un cartello “Io non sono indifferente” dice : ” Questo corteo è la conseguenza più bella nata da qualcosa che non era nelle mie intenzioni suscitare” 

Giovani, operai, disoccupati – tra i quali spicca il collettivo di Firenze GKN, da 5 mesi senza stipendio – ma anche insegnanti, pensionati, ricercatori precari e tanti bambini. Una partecipazione trasversale, senza un’età precisa e definita, che abbraccia interessi e intenzioni, diversi, eppure così cari a generazioni ampiamente lontane tra di loro.

Tra la folla cantante, Angelo Bonelli, co-portavoce di Europa Verde che ci dice: “Siamo qui oggi per difendere la scuola pubblica, perché davanti al precariato e al degrado delle strutture pubbliche, abbiamo un Ministro dell’Istruzione che invece di condannare la violenza fascista e di occuparsi a difendere la scuola pubblica, minaccia dei provvedimenti una Preside che si richiama ai valori della Costituzione e oggi è importante essere qui per chiedere a Valditara che si dimetta. Oggi c’è un pericolo di sottovalutazione della violenza fascista anche nell’indifferenza.”

Una posizione a cui risponde indirettamente lo stesso Ministro Valditara, mediante un’intervista al “Quotidiano nazionale” nella quale finalmente appare netto: “Nella scuola che vogliamo non c’è spazio per la violenza. Non ho bisogno di dare prova del mio antifascismo, lo dimostrano i miei libri, i miei atti, la mia vita – ricordando il fazzoletto rosso del padre, appartenuto alle Brigate Garibaldi partigiane, e oggi da lui conservato – ben venga qualunque manifestazione che dia voce alle idee e alimenti un dibattito democratico. Per parte mia – prosegue l’esponente dell’esecutivo – raccolgo e rilancio l’invito del sindaco Nardella per un confronto con lui sui temi dell’antifascismo, dell’antisemitismo, di tutti i razzismi, della democrazia e della libertà d’opinione: organizziamolo presto.” Riguardo il fatto di essere intervento circa la libera espressione di una Preside della lettera impropria, Valditara spiega : “Non ho apprezzato l’invito della Preside a isolare, combattere culturalmente , chiamare con il suo nome , e dunque qualificare come fascista, chi dà valore ai confini e alla identità di un popolo, parlando al riguardo di un “disgustoso rigurgito”. Un conto è fare queste affermazioni in una assemblea di un partito politico, un altro con la carta intestata di una scuola in una veste istituzionale. Invito tutti a riflettere. questo non c’entra nulla con la libertà di opinione. Questo a che fare con le fondamenta stesse della democrazia. Mi dispiace che alcuni non abbiamo capito.”

Una Democrazia, quindi, cara a tutti e una condanna della violenza che è per Valditara, e forse anche per il Presidente del Consiglio, astenutasi dal commentare l’aggressione di Firenze, “talmente ovvia da non essere oggetto di discussione. Nessuna indulgenza per la violenza fisica né per ogni altra forma di prevaricazione, quale che sia la sua declinazione. E’ una regola che deve valere per chiunque.”

Una posizione ben accetta malgrado il ritardo implicito in un’ovvietà, evidentemente non così scontata e che ha animato il dibattito e raccolto 40 mila persone – a detta del Comune di Firenze e 20 mila per la Questura – tra le vie del capoluogo toscano e che ha sfilato pacificamente davanti il liceo Michelangiolo, e durante la quale Elly Schlein in marcia tra la folla, accanto a Landini e Nardella, sindaco di Firenze, ha dichiarato : “L’aggressione squadrista a Firenze è tanto più grave perché è avvenuta davanti ad un luogo della conoscenza  e del sapere e devo dire che è straordinario vedere la risposta delle giovani generazioni a difesa della scuola, a difesa di un presidio antifascista.”

Una posizione condivisa dai maggiori sindacati della scuola, che nella figura di Maurizio Landini, hanno detto : “Crediamo che il rifiuto di ogni forma di intolleranza, sopraffazione e violenza, debba tradursi in un preciso obiettivo educativo che richiede un esplicito impegno di tutta la comunità scolastica. La scuola è il fondamento della Democrazia.”

Una condivisione di intenti e obiettivi, che sembra essere già un presupposto di alleanza politica e che vede esplicito a riguardo anche Giuseppe Conte, che protetto dalle sue guardie del corpo ha detto alle numerose telecamere presenti : “Respingiamo le azioni violente, la scuola deve essere un luogo di formazione e soprattutto dobbiamo difendere i principi costituzionali. A nostro avviso gli esponenti del Governo hanno perso due volte, primo perché non hanno condannato l ‘aggressione violenta e due perché il ministro ha trovato dei minuti per censurare l’intervento, la lettera ineccepibile della Preside, che sottoscriviamo tutti, invece.”

Tra gli sguardi quasi annoiati delle forze della sicurezza appostate in Piazza D’Azeglio, mentre il corteo avanza a suon di tamburi e canti contro le operazioni di tagli ai lavoratori, alle disuguaglianze sociali e strutturali nella istruzione pubblica, spesso inaccessibile a molti in tutta italia, i manifestanti giungono ordinati nella meravigliosa Piazza di Santa Croce, applaudendo alla serie di interventi organizzati da studenti, genitori e insegnanti. Tutti uniti nella difesa della Carta Costituzionale e della Democrazia, luogo e spazio di aggregazione e non aggressione.

Perché, dunque, non siamo, oggi tutti antifascisti? Perché questo Governo, così come ha chiarito Valditara non si espone una volta per tutte contro il fascismo e contro tutte le sue forme di espressione? Perché quest’anno, alla prossima Festa della Liberazione, non potremmo per la prima volta assistere alla condivisione di un evento anche da parte delle più alte cariche dello Stato che appartengono a questo governo, come la Premier, Giorgia Meloni e il Presidente del Senato, Ignazio La Russa? Se il dilemma popolare sembra essere, basta con questa storia del fascismo, in Italia non esiste il pericolo fascista, il fascismo è estinto e la sinistra strumentalizza questo tema solo per avere un motivo di coesione, ma allo stesso tempo, assistiamo ad una partecipazione così assidua e sentita da parte di chi, invece, teme il seme dell’indifferenza di natura fascista, appare doverosa una riflessione: non basterebbe prendere una posizione netta da parte di tutti i ministri per scrivere la parola fine a questo derby infinito? Valditara, ha aperto una riflessione, si! Quando la coglieranno anche tutti i suoi?

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