giovedì, 29 Febbraio 2024

Primarie PD, “Il Pd è vivo”: Elly Schlein sarà la segretaria di tutti e tutte

Con quasi il 60% delle preferenze, Elly Schlein diventa la prima donna alla guida del partito democratico e promette volti, metodo e visione per realizzare il cambiamento dell'Italia.

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Elly Schlein, la ragazza nata in Svizzera 37 anni fa, è la nuova segretaria del Pd. Dopo una faticosa campagna congressuale, dal nord al sud dell’Italia, l’ex attivista delle campagne a filo d’erba condotte tra la gente, “è riuscita a intercettare le energie del Paese” – così si è espresso Stefano Bonaccini commentando la vittoria della collega – e da oggi sarà la prima segreteria donna del partito Democratico.

Con il 53.8% delle preferenze sul 46,2% dei voti raccolti da Bonaccini, Elly è diventata il volto del cambiamento di questo partito che nella sua carriera ha sostenuto e abbandonato più volte. Oggi si propone alla guida del popolo democratico affermando di aver compiuto una piccola, grande rivoluzione, insieme ad un elettorato che sembra aver ritrovato un antico entusiasmo.

Anche questa volta non ci hanno visto arrivare”, probabilmente celando un riferimento alla sua lunga esperienza da attivista, Schlein, nella conferenza lanciata questa notte dal suo quartier generale a Roma, utilizza lo stesso Noi, ben scandito durante la campagna elettorale, che ha raccolto consensi un po’ ovunque in tutta Italia. Una campagna che lei stessa ha commentato ringraziando tutti coloro che l’hanno sostenuta, incoraggiata o semplicemente incontrata : ” è stato molto più quello che ho ricevuto rispetto a quello che ho dato.”

Ed ora si mette a capo di una compagine che lei stessa assicura sta rappresentando la “migliore risposta al picco di astensionismo. Sosteniamo il cambiamento, il nostro obiettivo è ricucire le fratture. Siamo qui per questo, siamo qui per aprire quel varco” e nel procedere nei numerosi e dovuti ringraziamenti che l’hanno condotta ad una vittoria tanto festeggiata quanto inaspettata, lancia il grido femminista nella quale la si riconosce meglio: ” Da oggi, nessuno ci potrà domandare, tu di chi sei, da oggi siamo solo di noi stesse.” 

Il discorso di apertura della Schlein prosegue passando in rassegna gli obiettivi più volte sostenuti da questa “vera opposizione che rappresenterà un problema per il governo Meloni”, dichiarandosi una sinistra plurale, ecologista, femminista e sempre accanto “agli ultimi e ai penultimi di questo Paese.”

Un progetto che prende vita, oggi, grazie a questa festa di partecipazione democratica e che “parte da noi per ricostruire la fiducia”, così si esprime la nuova segretaria dem.

“Lavoreremo per l’unità, per tornare presto a vincere insieme” e procede dunque al sentito ringraziamento nei confronti dei colleghi e sfidanti, Bonaccini, Cuperlo e De Micheli, insieme ai quali ha intenzione di “ricostruire l’Italia” promettendo barricate contro quella politica che non riconosce diritti, che procede ai tagli alla sanità, che non garantisce un’istruzione pubblica e dignitosa (facendo un velato riferimento alla polemica che ha visto coinvolto il Ministro Valditara) e che si promette a capo di quella necessaria conversione ecologica tanto discussa.

“Vorremo essere i peggiori avversari della paura del futuro” attraverso la lotta alla precarietà che dovrà essere condotta per il conseguimento di quel traguardo nazionale che è il salario minimo, un obiettivo che Schlein pone ai vertici della sua politica di sinistra.

Nel giorno della scomparsa di una delle penne più famose d’Italia, Curzio Maltese, cui per altro non è mancato il riferimento in conferenza stampa da parte della neo-eletta Schlein, e che vogliamo immaginarci dedito a commentare questa vittoria da chissà quali altri scenari, possiamo rispondere ad una delle sue ultime domande, uscite in un editoriale dell’Ottobre scorso Su Il domani: ” Perché la sinistra non si coalizza contro la destra? Cosa stanno aspettando a rappresentare quella maggioranza degli italiani che non ha votato per Giorgia Meloni?”

Ecco, potremmo presumere, per citare nuovamente la nuova segretaria Dem, votata e eletta non in quanto donna ma in quanto brava (così si è espressa l’avvocatessa e attivista politica Anna Falcone), che finalmente con questa nuova guida della sinistra “abbiamo realizzato un sogno. Facciamo che sia soltanto l’inizio.”

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