mercoledì, 19 Giugno 2024

“Dobbiamo rifare la sinistra, vogliamo una leadership femminista e non femminile”. Elly Schlein, chiude la campagna elettorale delle primarie del 26 Febbraio

La Sinistra di Elly Schlein si propone alla guida del cambiamento.

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I sondaggi previsionali sulle primarie che decideranno la dirigenza del PD, domenica 26 Febbraio 2023, fotografano un netto vantaggio del Presidente dell’Emilia Romagna, Stefano Bonaccini su Elena Schlein (detta Elly). Malgrado i sondaggi utilizzati per capire chi vincerà le primarie, siano molto poco attendibili, anche a causa della difficoltà, rispetto ai soliti sondaggi elettorali, di individuare il reale “corpo elettorale”, ad oggi sembra che Bonaccini si trovi ad un 65% seguito da Elly Schlein ferma da una 35%.

“I sondaggi elettorali sono fotografie del momento, poi ci sono le campagne elettorali e tanti eventi che possono cambiare la valutazione degli elettori.”Così Fabrizìo Masia, Amministratore delegato della EMG Different, sulla situazione attuale tra i due contendenti. Ricordiamo che gli altri candidati Cuperlo e De Micheli alla corsa della presidenza del partito democratico, sono attualmente fuori da ogni competizione.

Quindi, anche se la corsa ai gazebo di domenica sembra essere già indirizzata verso l’elezione del Presidente della Emilia Romagna, continua a vele spiegate la campagna elettorale della Deputata Elly Schlein. Una comunicazione diretta, caratterizzata da un forte impatto emotivo ereditata dalle numerose esperienze di campagne grassroots”, letteralmente a filo d’erba, che la Deputata ha organizzato, seguito, e animato sin dal 2008, quando si unì volontaria alla campagna elettorale americana di Barack Obama.

In una sala gremita di gente, al Tuscany Hall di Firenze, ieri la deputata dem ha concluso la sua campagna elettorale toscana, attaccando duramente l’attuale governo “mentre la destra fa la destra e vince pure le elezioni, noi dobbiamo fare la sinistra, ecologista, plurale, inclusiva e femminista. Non credo in un uomo solo al comando, non credo neanche in una donna sola al comando, credo ad una linea politica che cambi davvero le cose. Ad una leadership femminile proporremo una leadership femminista, perché non ce ne facciamo nulla di una leader che non ha a cuore il futuro di tutte le donne. Una leadership femminista che si circondi di persone competenti perché il sistema che dobbiamo scardinare è davvero profondo.”

In questi ed altri affondi contro l’attuale politica anti abortista, Schlein cita, sdegnandosi, le parole della Ministra della Famiglia Eugenia Roccella lo scorso 21 Gennaio in un noto salotto televisivo (alla domanda della giornalista “L’aborto fa parte delle libertà delle donne”, la ministra aveva candidamente risposto “Purtroppo si”) e con tono fermo e arrabbiato delinea i campi dove ha intenzione di intervenire, in qualità di nuovo dirigente del partito democratico: “lotteremo per avere una percentuale di medici non obiettori in tutte le strutture.”

Non è più la ragazza delle campagne collettive a filo d’erba americane e neanche l’ organizzatrice della protesta OccupyPD contro le larghe intese del 2013, appare oggi come il risultato delle sue battaglie ideologiche a favore degli ultimi e dei penultimi, pronta ad assumersi la responsabilità di cambiare un partito ormai allo sbando, lo stesso che nel 2015, a causa delle fratture con il governo Renzi, ha lasciato, e che oggi intende guidare all’insegna del Noi. Un Noi, spesso contrastato anche al suo interno, e che oggi, davanti a questa ragazza di 37 anni appare riappropriarsi di quella identità perduta: “Basta ambiguità. Siamo e vogliamo essere di sinistra nel mio Pd non ci sarà alcun imbarazzo a dirlo”, scandisce in una sala piena di gente.

“Ci sono tre grandi questioni prioritarie che dovremo affrontare: disuguaglianze, lavoro e clima. Sono tutte prioritarie. Basta precariato e tirocini gratuiti e no ad una scuola di serie A e di serie B come vorrebbe la destra, facendo entrare finanziamenti privati. Noi difenderemo la scuola come leva di emancipazione sociale.” Così incalza ancora Schlein “è vergognosa la guerra della destra contro gli immigrati ma non verso chi li sfrutta.” e chiede a gran voce “salario minimo, conversione ecologica, stop alla cementificazione del territorio, legge Zan e Ius soli perché- grida- chi nasce e cresce in Italia è italiano, anche qui basta ambiguità!”

Sul finire della incalzante e animata partecipazione, Elly si rivolge direttamente alla premier Giorgia Meloni e anche al Ministro dell’Istruzione, Valditara, ( al centro di molte polemiche circa le ultime dichiarazioni che condannano con il termine “Impropria ” la lettera sul fascismo ai propri studenti, della Preside Annalisa Savino ): “Non sono d’accordo con chi dice che dovremmo abbassare i toni, perché mentre noi abbassiamo i toni il fascismo rialza la testa. Il nostro Presidente del Consiglio non ha avuto neanche un minuto per condannare quello che è successo sabato 18 febbraio a Firenze e il Ministro Valditara, che ha giurato sulla nostra Costituzione antifascista non dovrebbe essere più Ministro.”

Sebbene i sondaggi diano Elly Schlein indietro rispetto a Bonaccini, la campagna elettorale degli ultimi giorni mostra un rinnovato interesse popolare nei confronti di un panorama politico, quello della sinistra del Partito democratico che da troppo tempo si era allontanato dalla gente. Questa “grassroots” italiana è forse la campagna collettiva che mancava da tanto perché, citando nuovamente Elly Schlein, “Se cambia il PD, cambia anche l’Italia.”

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