martedì, 21 Maggio 2024

“La crociata dei bambini”, ispirato al poema di Bertolt Brecht: esce il nuovo singolo di Vinicio Capossela

A un anno dallo scoppio della guerra in Ucraina, esce oggi il nuovo singolo di Vinicio Capossela "La crociata dei bambini". Il brano è ispirato al poema di Bertolt Brecht "La crociata dei ragazzi"

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A un anno dallo scoppio della guerra in Ucraina, esce oggi il nuovo singolo di Vinicio CaposselaLa crociata dei bambini“. Il brano è ispirato al poema di Bertolt BrechtLa crociata dei ragazzi” (1942), che tratta di un evento in epoca medievale: un gruppo di bambini che cercano la via per una terra di pace, ambientato fra le nevi della Polonia agli inizi della Seconda Guerra Mondiale. Una ballata contro tutte le guerre che riafferma oggi lo spirito brechtiano: “l’antimilitarismo, la denuncia della guerra come suprema e più disumana affermazione del Capitale“, che ha come vittima principale l’infanzia. Il brano esce per La Cùpa/Parlophone/Warner Music Italy. La canzone è accompagnata da un lyric video realizzato dal disegnatore Stefano Ricci con la collaborazione di Ahmed Ben Nessib, con la tecnica del gesso bianco su carta nera.

Qui di seguito il testo:
Partirono all’alba in crociata i bambini Le facce gelate, chi li troverà?
Partirono in fila,
Sepolti di neve
I soli scampati alle bombe ed ai soldati.
Volevan fuggire dagli occhi la guerra, volevan fuggirla per cielo e per terra un piccolo capo, la pena nel cuore, provava a guidarli e la strada non sapeva trovare.
Una bambina di undici, ad una di quattro, come una mamma portava per mano ed un piccolo musico, col suo tamburo, batteva sordo, al timore di farsi trovare.
E poi c’era un cane, ma morto di fame che per compassione nessuno ammazzò, e si faceva scuola tutti alla pari sillabavan maestri e scolari P. A. C. E.
C’era Fede e Speranza ma né pane, né carne non chiamate ladro chi deve rubare, per dare alle bocche, di cosa mangiare farina ci vuole e non solo bontà.
Si persero in tondo, nel freddo di neve nessuno più vivi li poté trovare, soltanto il cielo, li vede vagare nel cerchio dei senza meta dei senza patria.
E cercano insieme una terra di pace non come quella che hanno lasciato, senza fuoco e rovina di Colosseo ed immenso dietro di loro diventa il corteo.
Il cane nel bosco fu trovato una sera al collo portava un cartello con scritto:
“qualcuno ci aiuti, abbiam perso la strada seguite il cane, e vi prego, non gli sparate”.
La scritta infantile, trovò un contadino ma non la mano che la tracciò un anno è passato, e nessuno è venuto il cane soltanto è restato a morire di fame.
Il cane soltanto è restato e si muore di fame.

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