venerdì, 30 Settembre 2022

Guerra in Ucraina, missili su Kharkiv Odessa e Nikopol. Zaporizhzhia: in settimana colloquio tra Erdogan e Putin

Colpite nelle ultime ore le città di Kharkiv e Odessa. Due civili hanno perso la vita nei bombardamenti russi di ieri nel Donetsk. Mosca accusa kiev di aver bombardato Donetsk e ferito una donna. Le forze ucraine rivendicano l'attacco ad un bastione russo a Kherson, in cui sono morti 20 soldati russi. In settimana colloquio tra Erdogan e Putin su Zaporizhzhia.

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Un nuovo attacco missilistico è stato lanciato dalle forze russe contro il distretto di Kyivskyi della città ucraina di Kharkiv. Nello stesso distretto erano stati registrati attacchi anche nella serata di ieri. Il raid di questa mattina ha colpito una non meglio precisata infrastruttura di due piani, che è stata distrutta. Sotto attacco anche Odessa, su cui si sono abbattuti missili russi Kalibr lanciati da navi in navigazione nel Mar Nero. Colpita una contraerea ucraina e alcuni siti agricoli. Due civili hanno perso la vita sotto i missili russi piovuti ieri sul Donetsk, nell’Ucraina orientale.

Mosca ha, invece, rivendicato la distruzione di un magazzino di munizioni con missili per gli Himars ed ha accusato Kiev di aver bombardato un deposito di munizioni a Donetsk, nei pressi di un ipermercato, causando una forte esplosione e ferendo una donna. Distrutto dalle forze armate ucraine anche un bastione russo nella regione di Kherson. Il comando operativo meridionale riferisce l’uccisione di 20 soldati russi e la distruzione di due obici, due batterie missilistiche S-300 e un sistema radar Nebo-M. 

Ancora attacchi vicino Zaporizhzhia: appello di Regno Unito, Francia, Germania e Usa per la sicurezza nucleare

Ripresi nella notte anche i bombardamenti russi sulla regione ucraina di Nikopol. Colpiti i distretti di Nikopol, Kryvoriz e Synelnykiv, vicini alla centrale nucleare Zaporizhzhia. Ben 42 proiettili sono caduti in zone residenziali, ferendo circa 50 persone. Danneggiati decine di abitazioni civili, un asilo nido, negozi, un tribunale e una stazione degli autobus. I combattimenti nei pressi del sito nucleare più importante d’Europa destano non poca preoccupazione, tanto che si è arrivati a parlare di “seconda Chernobyl”.

Al temine di una telefonata tenutasi nella serata di ieri, i leader di Gran Bretagna, Francia, Germania e Stati Uniti hanno lanciato un appello comune per la sicurezza delle centrali nucleari in Ucraina. Boris Johnson, Emmanuel Macron, Olaf Scholz e Joe Biden hanno concluso il colloquio decidendo di chiedere insieme contenimento delle attività militari intorno alla centrale di Zaporizhzhia. Accolto positivamente l’accordo raggiunto fra Putin e Macron venerdì, per una missione degli ispettori dell’Aiea alla centrale.

In settimana colloquio tra Erdogan e Putin su Zaporizhzhia

Ankara continua a svolgere il ruolo di mediatore tra le parti in guerra. Previsto in settimana un colloquio telefonico tra il presidente turco Tayyip Erdogan e l’omologo russo Vladimir Putin questa settimana per discutere anche della situazione della centrale nucleare di Zaporizhzhia e della guerra in Ucraina. Nel corso dell’incontro saranno discussi i risultati dei suoi colloqui avuti la settimana scorsa a Leopoli con il presidente ucraino Vlodymyr Zelensky e il Segretario generale delle Nazioni Unite António Guterres, oltre a chiedere al presidente russo di adottare misure specifiche per risolvere la situazione della centrale di Zaporizhzhia.

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