domenica, 25 Settembre 2022

Soldi in cambio di sesso a ragazzine adescate su Instagram: pedofilo incastrato da poliziotta sotto copertura

L'agente ha chattato con il 42enne per 9 giorni spacciando per minorenne, all'insistenza dell'uomo che chiedeva di incontrarla gli ha dato appuntamento su una panchina nel parco, dove sono scattate le manette. Nel cellulare sono state trovate altre chat con adolescenti.

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Prima l’ha contattata sui social e le ha chiesto di inviarle una sua foto, in cambio di soldi. Dopo ha concordato insieme alla giovane, minorenne, di incontrarsi, ma ad aspettarlo nel luogo dell’appuntamento ha trovato una poliziotta della squadra mobile di Cagliari. Così un operaio 42enne è stato arrestato dalla Polizia con l’accusa di prostituzione minorile.

L’indagine e l’arresto

Secondo quanto accertato dagli investigatori della Squadra Mobile, coordinati dal dirigente Fabrizio Mustaro, l’uomo aveva adescato su Instagram una 12enne cagliaritana. Ha messaggiato con lei chiedendole prima foto e poi di incontrarla per avere rapporti sessuali in cambio di denaro. La bambina non è caduta nella trappola e spaventata dai contenuti osceni delle conversazioni ha raccontato tutto al padre, che si è subito rivolto alla Squadra Mobile di Cagliari. Così una poliziotta della Sezione criminalità diffusa si è sostituita alla bambina e ha iniziato a chattare con il 42enne. Per nove giorni l’uomo ha continuato a fare richieste di foto e di incontri in luoghi appartati della città, infine l’appuntamento a Monte Urpinu nelle vicinanze di una panchina.

Nel primo pomeriggio di sabato 20 agosto, gli agenti della Mobile si sono nascosti in diversi punti del parco e vicino alla panchina nella quale si era seduta la poliziotta in incognito, in attesa dell’arrivo dell’uomo. Quando il 42enne è arrivato, si è seduto accanto all’agente sotto copertura, cercando subito di abbracciarla, ma è stato bloccato. Gli è stato sequestrato il telefono cellulare dove sono emerse almeno una decina di altre chat con ragazzine. Le Forze dell’Ordine hanno anche recuperato il suo computer che sarà analizzato per verificare la presenza di eventuali altri contati con minorenni. Il 42enne si trova in questo momento nel carcere di Uta, dovrà rispondere del reato di prostituzione minorile e rischia dai sei ai dodici anni di carcere.

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