giovedì, 27 Gennaio 2022

Colle, dal 24 gennaio meno chiacchiere e più fatti

L'elezione del nuovo Capo dello Stato coinvolge partiti, notisti e politologi. Ma nel bailamme di candidature vere o fittizie, l'italiano medio fa la fila per il tampone o pensa alle bollette da pagare.

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Arlecchinate presidenziali. L’approssimarsi del carnevale, o carnasciale, deve aver ispirato questo e quello. Conte invoca una donna e, dal Corriere della Sera, leggiamo di un asse tra Letta e il capo politico dei 5Stelle sul Quirinale. Poi ecco la volta delle candidature – o auto-candidature (sic) – di Giuliano Amato, 84 anni a maggio, Silvio Berlusconi, 85enne, e Mario Draghi; il più giovane, ma “nonno al servizio delle istituzioni”, come da sua definizione.

L’impazzimento dell’Italia non è solo l’isterismo da tampone, ma le chiacchiere – da un mese almeno – sulla succesione di Mattarella. E se Matteo Renzi non parla, perché “Il Quirinale è una cosa seria e l’elezione si deciderà a gennaio in Parlamento”, altri stra-parlano. Impazza il toto-nomi, il toto-chiama, il toto-gol! Ormai sembra che l’Italia stia per mettere a segno la rete della vita. Come se non fosse (stata) più importante la legge di bilancio, le ormai esasperanti morti sul lavoro, il caro-bollette. No: pare che pure i giornali vogliano cavalcare il pettegolezzo, la voce; anzi, ora usa dire “boatos”. Ma davvero siamo fatti così? E poi vorremmo sapere: nelle altre Nazioni c’è tutta questa fibrillazione, per un passaggio così delicato? Intendiamoci, un passaggio capitale. Ma non da ossessione. E per soprammercato c’è pure il dilemma eventuale post-Draghi. “Mi si nota di più se lo tengo a Palazzo Chigi o se lo spedisco al Quirinale?”, parafrasando Nanni Moretti.

Gradiremmo tanto conoscere quanto sia interessato un operaio, chi non riesce a mettere insieme il pranzo con la cena, la casalinga di Voghera cara ad Arbasino, alle sorti del nuovo Capo dello Stato. Meno male che oggi il presidente della Camera Fico ha indicato il 24 gennaio come prima votazione e almeno ci rinfranchiamo, poiché sta finendo la telenovela. Nel frattempo questo si prenderà il merito per l’elezione del Capo dello Stato e quello, nel caso, per aver indicato il nuovo inquilino di Palazzo Chigi. Ovvero per aver tenuto Mario Draghi lì dove si trova. La corsa al Quirinale o sulle giostre istituzionali sta per terminare, chi sale a bordo?

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