giovedì, 8 Dicembre 2022

Revisione Superbonus ed emergenza migranti, Meloni: “Introdotto principio su redditi medio bassi. Urge soluzione comune Ue”

Giorgia Meloni in conferenza stampa ha spiegato le misure approvate in Cdm: dalla proroga dei crediti di imposta al taglio delle accise, fino ad arrivare alla soglia del tetto contante e alla revisione. La premier ha poi affrontato il tema migranti e chiesto cooperazione agli altri Paesi dell'Unione Europea.

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In questa conferenza stampa daremo conto delle misure approvate ieri. La misura principale è il decreto energia“. La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha introdotto così la conferenza stampa per spiegare le misure contenute nel decreto Aiuti quater. Il Consiglio dei ministri ha approvato, nella serata di giovedì 10 novembre, il decreto legge che contiene i nuovi sostegni contro il caro energia e non solo. Si tratta del quarto intervento del genere di quest’anno del governo italiano, il primo del nuovo esecutivo guidato da Giorgia Meloni dopo i tre del governo Draghi.

Nove miliardi per famiglie e imprese

Col decreto energia stanziamo 9,1 miliardi di euro per dare una immediata risposta a famiglie e imprese per fronteggiare l’aumento delle bollette“, ha annunciato la leader di Fratelli d’Italia. Poi ha proseguito entrando nel dettaglio: “Consentiamo una rateizzazione sull’aumento delle bollette per un massimo di 36 rate alle imprese ed è coperta fino al 90% da una garanzia statale“. Il budget stanziato prevede anche misure per il terzo settore, ha sottolineato Meloni, ma sono stati anche “i tagli sulle accise che erano già previsti“.

In merito ai prezzi del gas, l’inquilina di Palazzo Chigi ha dichiarato che verranno “sbloccate alcune concessioni a patto che i primi due anni il 75% del gas venga venduto a prezzo calmierato, dai prossimi anni scenda al 50%“.

L’innalzamento del contante

Inoltre, è stato approvato “l’innalzamento a 5 mila euro del tetto per il contante“, una “scelta” che si allinea alla “media europea” e che “era nel programma“, ha la premier Giorgia Meloni. “In Ue c’è una discussione perché nelle diverse nazioni ci sono misure molto diverse e questo crea disparità. L’Ue si sta ponendo questo problema ragionando” su un tetto a 5mila o 10mila euro.

“Superbonus buco di 38 miliardi, aiutava i ricchi”

Sul Superbonus voglio dire che nasceva meritoriamente come misura per aiutare l’economia ma il modo in cui è stata realizzata ha creato molti problemi. Chi diceva che si poteva gratuitamente ristrutturare il proprio condomini ricordo che costava allo stato 60 miliardi, con un buco di38, diciamo che il concetto di gratuità è bizzarro“. Nella conferenza stampa c’è quindi anche spazio al Superbonus.

La copertura al 110%, ha continuato Meloni, “ha deresponsabilizzato chi la usava: se uno non era chiamato a contribuire non si chiedeva se prezzo era congruo. Questo ha portato distorsione sul mercato a beneficio prevalentemente dei redditi medio alti. Abbiamo scelto di intervenire e si passa al 90%, salvo per chi ha già deliberato a oggi l’intervento e presenta entro il 25 novembre la nota di inizio lavori. Ma con i risparmi abbiamo deciso di riaprire alle unifamiliari, a patto che si tratti di prima casa e redditi medio bassi“.

A rafforzare la posizione da parte della leader di Fratelli d’Italia ci ha pensato anche il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti: “Sul 110% difendo la scelta di intervenire con decreto perché per colpa nostra, magari con il contributo dei media, è un argomento di grandissimo interesse e prima si fa chiarezza normativa meglio è per tutti“.

Superbonus, introdotto principio su redditi medio-bassi

Abbiamo introdotto un principio sui redditi medio bassi che saranno  calcolati non in base al tradizionale Isee ma in base alla composizione del nucleo familiare, in  questa norma c’è un primo accenno di quoziente familiare“, ha poi sottolineato la presidente del Consiglio. Anche in questo caso è poi intervenuto Giorgetti: “La decisione di concentrare in modo selettivo a favore dei redditi medio bassi è una scelta politica: non si è mai visto nella storia una misura che costasse così tanto a beneficio di così pochi, lo ribadisco. Questa decisione è a favore di chi non si può permettere di ristrutturare. Le cose cambiano da oggi“.

Europa e migranti

L’ultimo tema toccato da Giorgia Meloni in conferenza stampa è stato il rapporto con l’Europa e la gestione dei flussi migratori. “Cosa fa arrabbiare? Il fatto che l’Italia deve essere l’unico porto di sbarco per i migranti del Mediterraneo? Questo non c’è scritto in nessun accordo“. La premier si è anche detta “molto colpita dalla reazione aggressiva del governo francese che è incomprensibile e ingiustificata. Quando si parla di ritorsioni in un dinamica Ue qualcosa non funziona. 

Migranti: “Per 234 persone saltano le relazioni diplomatiche”

L’inquilina di Palazzo Chigi proprio non ci sta e prosegue: “L’Italia ha fatto entrare 90mila migranti dall’inizio di quest’anno. Finora sono stati ricollocati 117 migranti, si capisce che qualcosa non funziona. Nello stesso giorno in cui si discuteva del caso Ocean Viking l’Italia ha accolto 200 persone“. Mentre sostiene che la reazione della Franciarischia di tradire qualcos’altro, che per la prima volta c’è un altro porto. La gestione portata avanti finora non è più possibile“. La premier è consapevole che “non è intelligente litigare con la Francia” e si dice pronta a “una soluzione comune“. La presidente del Consiglio dunque chiede di “affrontare il tema della difesa dei confini esterni dell’Unione europea” con una missione Ue aprendo in Africa gli hotspot e gestendo il problema dell’immigrazione come è stato gestito il caso con la Turchia.

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