martedì, 9 Agosto 2022

Crisi di governo, giornata cruciale: l’ipotesi Draghi bis non è più così remota

Ieri, Mario Draghi ha incontrato il Pd e il centrodestra. Berlusconi e Salvini pronti ad un governo Draghi bis senza i pentastellati altrimenti si va dritti al voto. Per il segretario dem Enrico Letta: "Sarà una bella giornata".

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Il giorno più importante nella crisi di governo è arrivato. Si voterà, infatti, la fiducia al Senato. Alle 9:30 Mario Draghi si recherà a Palazzo Madama per le sue comunicazioni con voto. Dopo, spazio al dibattito, con eventuale voto in serata. La seduta a Palazzo Madama sarà sospesa in mattinata, per permettere al Presidente del Consiglio di consegnare il testo del suo intervento alla Camera. L’inizio della discussione in Senato è stimato per le 11. Nell’ipotesi di arrivare a votare le comunicazioni di Draghi, si prevede di concludere per le 18.30 le dichiarazioni di voto, con i senatori alla chiama per la fiducia sulle risoluzioni da quel momento.

Segnali positivi

Gli incontri della vigilia, con i leader delle varie forze politiche, hanno registrato segnali positivi che possono far pensare a un buon punto di partenza. Le cose avrebbero potuto concludersi con una fumata nera ma l’ipotesi per un Draghi bis sta lentamente prendendo sempre più campo.

Berlusconi e Salvini: “Avanti ma senza 5 stelle”

L’incontro di ieri a Palazzo Chigi tra Draghi e i leader del centrodestra Matteo Salvini, Antonio Tajani, Lorenzo Cesa e Maurizio Lupi è durato all’incirca un’ora. Il summit è servito a sciogliere le tensioni dopo il gelo da parte di Lega, Forza Italia e Unione di Centro risentiti dal comportamento del premier che ”sta gestendo una crisi così complessa solo con Pd e M5S”. Mentre in mattinata l’ex presidente della BCE aveva incontrato il segretario del Pd Enrico Letta, sempre a Palazzo Chigi, in seguito a una richiesta del leader dem. Da qui il risentimento delle forze di centrodestra di governo. La linea di Berlusconi e Salvini, in ogni caso, pare chiara: sì al Draghi bis senza 5 stelle. In caso contrario, dritti al voto. Inoltre, le forze di centrodestra avrebbero posto alcuni paletti per votare la fiducia. La Lega insiste sulla pax fiscale e la revisione del reddito di cittadinanza. Il carroccio vorrebbe un cambio di rotta netto rispetto al lavoro degli ultimi mesi.

Le speranze dei dem

I dem negli ultimi giorni non hanno mai smesso di lavorare per provare a ricucire e garantire il perimetro più ampio possibile della maggioranza di unità nazionale. Con tutti i 5 Stelle o con una parte del movimento questo si vedrà. “Sarà una bella giornata, ne sono sicuro”, ha affermato Letta per il quale “se ci saranno scossoni saremo in grado di gestirli“. Poi ha aggiunto: “Non c’è alcun dubbio che se cadesse il governo italiano, un plauso salirebbe dal Cremlino. Non ho dubbi sul fatto che domani è in gioco anche la forza europea rispetto a questa crisi internazionale“. Il segretario dem poi conclude: “L’auspicio è che la maggioranza che ha sostenuto il governo Draghi confermi il voto di fiducia“.

Sull’esito dell’incontro con Draghi, il segretario del PD “è stato molto abbottonato” con i suoi interlocutori, anche durante la riunione del coordinamento. Letta avrebbe sottolineato con il premier la spinta del “Paese reale”, dei sindaci. Per finire, le rassicurazioni sul fatto che i 5 Stelle – o comunque una loro parte – saranno della partita.

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