sabato, 2 Luglio 2022

Guerra in Ucraina, Kiev: “Il grano rubato viaggia verso la Siria”. Cnn: “Usa pronti a inviare armi più potenti”

Il consigliere del Ministro dell’Agricoltura: “Rubate dalle 400mila alle 600mila tonnellate di grano”. Il consigliere del presidente dell’Ucraina per le questioni economiche: “Il Paese ha riserve di grano sufficienti, ma bisogna fermare conflitto nel Mar Nero”. Timmermans: “Se Putin taglia forniture di gas farà molto più male a se stesso“.

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Nel 93esimo giorno del conflitto si continua a parlare del furto del grano ucraino da parte dei russi. Giorni fa, la Cnn ha diffuso delle immagini in cui delle navi, dalla Crimea, probabilmente stavano rubando il grano di Kiev; ieri, invece, è stato messo in rete un video in cui una fila di container pare stesse trasportando sempre del grano ucraino rubato. Oggi, il consigliere del Ministro dell’Agricoltura di Kiev, Markiyan Dmytrasevych, ha lanciato una denuncia: “Secondo i nostri calcoli, i russi hanno rubato dalle 400mila alle 600mila tonnellate di grano che, forse, sta viaggiando verso la Siria”. Il consigliere del Presidente dell’Ucraina per le questioni economiche, Oleh Ustenko: “Il Paese ha riserve di grano sufficienti per soddisfare la domanda globale, ma bisogna interrompere le azioni militari nel Mar Nero”. Anche Zelensky lancia un appello/denuncia: “La deportazione e l’omicidio di massa dei civili: è un’evidente politica di genocidio”. La Cnn fa sapere che gli Stati Uniti si stanno preparando a inviare più armi a Kiev. Sul fronte energetico, si espone il vicepresidente della Commissione europea e responsabile del European Green Deal, Frans Timmermans: “Putin non può ricattarci col suo gas. Se taglia le forniture, farà molto più male a se stesso che a chiunque altro”.

Markiyan Dmytrasevych: “Il grano rubato viaggia verso la Siria”

Il consigliere del Ministro dell’Agricoltura ucraina, Markiyan Dmytrasevych a Tv2000 ha denunciato il furto del grano ucraino da parte di Mosca: “Secondo i nostri calcoli, i russi hanno rubato dalle 400mila alle 600mila tonnellate di grano. Hanno provato ad esportarlo da Sebastopoli, dai porti della Crimea all’Egitto, ma l’Egitto ha rifiutato. E le navi, secondo le nostre informazioni, hanno fatto rotta verso la Siria”.

Oleh Ustenko: “L’Ucraina ha le riserve di grano, ma bisogna fermare conflitto nel Mar Nero”

Il consigliere del presidente dell’Ucraina per le questioni economiche Oleh Ustenko in un’intervista a Newsweek ha affermato: “Il Paese ha riserve di grano sufficienti per soddisfare la domanda interna e globale fino alla fine del 2022, o anche nel 2023, ma ciò richiede l’interruzione di tutte le azioni militari nel Mar Nero”. Il settimanale americano che ha riportato le parole del consigliere ha rilevato che il blocco dei porti da parte dei russi non ha consentito all’Ucraina di vendere cibo in eccedenza all’estero, come ha sempre fatto prima dell’inizio del conflitto; infatti, Kiev ha sempre esportato ogni mese più di 6 milioni di tonnellate di grano attraverso proprio il Mar Nero.

Zelensky: “Evidente politica di genocidio”

L’appuntamento fisso con il Presidente ucraino è con i suoi videomessaggi notturni, nell’ultimo Zelensky ha affermato che “quello che la Russia sta facendo in Donbass è genocidio”. Nell’Est del Paese, invece, ha denunciato: “Mosca usa la deportazione e l’omicidio di massa dei civili: è un’evidente politica di genocidio”.

Cnn: “Gli States si preparano a inviare armi più potenti all’Ucraina”

La Cnn, citando fonti dell’amministrazione Usa, ha detto che Biden si strarrebbe preparando ad inviare all’Ucraina armi più potenti nell’ambito di un nuovo pacchetto la prossima settimana. Nello specifico, si tratterebbe di sistemi di missili a lancio multiplo, proprio quelli che da tempo Zelensky sta chiedendo.

Timmermans: “Se Putin taglia le forniture di gas farà molto più male a se stesso”

Sul fronte energetico, il vicepresidente della Commissione europea e responsabile del European Green Deal, Frans Timmermans, in un’intervista a La Stampa, ha affermato: “Non c’è modo in cui (Putin) possa ricattarci col suo gas. Se taglia le forniture farà molto più male a se stesso che a chiunque altro”. Inoltre, ha ricordato che l’embargo energetico “lo abbiamo proposto nel nostro pacchetto sanzioni. C’è solo un paese che ancora non è d’accordo: l’Ungheria. Il consiglio europeo della prossima settimana sarà importante. Al punto in cui siamo non so dire come andrà a finire, ma spero si possa trovare un’intesa“. Secondo Timmermans: “Un embargo petrolifero aiuta. Tuttavia non è un colpo risolutivo. Noi dobbiamo evitare di versare soldi nelle tasche di Putin che si finanzia solo con la vendita di combustibili fossili. Questo deve essere l’obiettivo”. Propone anche una soluzione reale e concreta citando il piano europeo RePowerEu: “La via per abbassare i prezzi di luce e riscaldamento è aumentare l’energia dalle fonti rinnovabili, che sono molto meno care dei combustibili fossili. E la prima cosa che possiamo fare è ridurre i consumi”.

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