mercoledì, 29 Giugno 2022

“Indipendenza da gas russo entro il 2027”: la Ue lancia RePower Europe. Pannelli fotovoltaici su tutti i palazzi

Proposto il piano RePowerEu per rendere l’Europa indipendente dal gas russo. Saranno mobilitati 300 miliardi. Il Vicepresidente della Commissione europea: “Per ridurre il prezzo bisogna che tutti gli Stati membri acquistino insieme e siano solidali tra loro”. Stati Uniti in pressing sull’Europa e gli alleati del G7.

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Il conflitto Russia-Ucraina sta interessando quasi tutto il globo. Ha sollevato, in Europa, un problema mai affrontato prima: la dipendenza dal gas russo. Gran parte degli Stati membri dell’Eu si sono sempre appoggiati alla Russia per l’importazione dell’energia; ad oggi, ci si ritrova a fronteggiare la difesa di Mosca che, per correre ai ripari, ha applicato diverse sanzioni che potrebbero portare l’Italia, e non solo, al freddo. La risposta dell’Unione Europea è arrivata con la presentazione del piano RePowerEu che ha come obiettivo l’indipendenza dal gas russo entro il 2027. La presidente della Commissione europea, Ursula Von der Leyen, durante la presentazione del piano ha annunciato che saranno “mobilitati 300 miliardi per diventare autonomi da Mosca

Il piano RePower Europe

“Possiamo sostituire i combustibili fossili russi lavorando su tre livelli: dal lato della domanda, con il risparmio energetico. Dal lato dell’offerta, diversificando le nostre importazioni di energia dai combustibili fossili e accelerando la transizione verso l’energia pulita“, l’ha detto la Von der Leyen per dare delle direttive riguardo a come bisognerà muoversi se questo piano dovesse essere approvato. Per quanto riguarda la reperibilità delle risorse, i governi “potranno utilizzare 225 miliardi che sono stati messi a disposizione in prestito dal Recovery Fund e 72 miliardi in sovvenzioni, provenienti dalla vendita di quote del sistema di scambio delle emissioni (Ets) attualmente detenute nella riserva di stabilità del mercato (20 miliardi), una parte dei fondi della Pac e una parte dei fondi della politica di coesione”, ha aggiunto la Presidente.

L’obiettivo è sicuramente l’indipendenza entro il 2027, anche se si pensa che già entro la fine dell’anno corrente si possano ottenere dei benefici, ma anche quello di tagliare del 55% le emissioni nette di gas serra entro il 2030 e della neutralità climatica al 2050; col piano si propone di aumentare i target per l’efficienza energetica e le energie rinnovabili al 13% e al 45% rispettivamente. Infatti, l’Unione Europea vuole rendere obbligatori, a questo proposito, i pannelli fotovoltaici su tutti gli edifici, sia pubblici sia commerciali e sia residenziali. Così facendo si potrebbero assolvere 2 problemi contemporaneamente: porre fine alla dipendenza da Mosca e soprattuto di affrontare la crisi climatica; quindi, Bruxelles, ha proposto, all’interno del piano, di trasformare il sistema energetico europeo. “È ambizioso ma fattibile”, così si è espressa la Von der Leyen.

Timmermans: “Per ridurre i prezzi bisogna acquistare insieme”

Riguardo al tema dei costi, si è espresso anche il Vicepresidente della Commissione europea, Frans Timmermans: “Il modo migliore per ridurre i prezzi dell’energia è acquistare collettivamente da fonti alternative”. Se il timore è quello di non far arrivare più energia nelle abitazioni dei cittadini, il piano prevede che “in caso di interruzione totale dell’approvvigionamento di gas russo, potrebbero essere necessarie ulteriori misure eccezionali per gestire la situazione. Quindi bisogna definire il prezzo massimo del gas a livello Ue” e poi ha aggiunto che sarà fondamentale la cooperazione tra gli Stati membri affinché siano solidali tra loro. Infatti, ad esempio, dato che le Capitali potranno usufruire dei soldi resi disponibili nel NextGenerationEu, l’Italia, che ha già richiesto e stanziato 69 miliardi di euro, comunque potrà contare su un’altra quota cospicua di 20 miliardi di sovvenzioni dai ricavi Ets che sarà ripartita secondo gli stessi criteri del Recovery.

Ci sono, però, delle questioni in sospeso come il sesto pacchetto di sanzioni, che contiene il bando graduale al petrolio, è ancora oggetto di discordia soprattutto con l’Ungheria che si oppone. C’è anche la questione dei pagamenti da parte degli importatori di gas come l’Eni che, sicura nel non infrangere le sanzioni, sta aprendo il secondo “conto K” in rubli presso la banca Gazprom. A proposito di questo, Timmermans si è limitato a dire: “Pagare in rubli viola le sanzioni”.

Janet Yellen: “Imporre tetto ai prezzi di importazione del petrolio”

Nella questione energetica, non sono esenti gli Stati Uniti. Infatti, si è espressa anche la segretaria al Tesoro, Janet Yellen, in forte pressing sull’Europa e su tutti gli alleati del G7 per alzare il livello di tensione verso Mosca. Infatti, sta spingendo per un tetto ai prezzi di importazione del petrolio moscovita o una specie di meccanismo di dazio. Secondo un funzionario del Tesoro americano, pare che Washington stia proponendo il tetto ai prezzi dell’importazione per accompagnare l’Europa, l’Asia e l’Africa verso un embargo totale. Gli Usa hanno già messo il loro embargo verso il greggio russo, però non si può paragonare la dipendenza del Vecchio continente a quella americana, quindi per l’Europa ci vogliono misure differenti per svincolarsi.

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