domenica, 29 Maggio 2022

Blocco del petrolio russo, per la svolta energetica c’è voluta la guerra. Ma ancora non basta

Se vogliamo schierarci con gli ucraini, e ridimensionare il potere di Putin, dobbiamo schierarci anche contro petrolio e gas. Perché il controllo delle forniture è una delle armi principali della Russia, convinta che gli europei cederanno quando dovranno spendere il doppio per riscaldare le proprie case.

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“Benvenuti nel nuovo mondo in cui gli europei dovranno pagare duemila euro per mille metri cubi di gas!”. Sono le parole pronunciate dall’ex presidente russo Dmitri Medvedev, quando Scholz ha comunicato il blocco del gasdotto Nord Stream 2. Nonostante le dure sanzioni per punire l’invasione dell’Ucraina, l’Europa continua a comprare gas e petrolio russo. Se da un lato, le sanzioni applicate con la guerra in corso sono finalizzate ad indebolire l’aggressore, dall’altro, si continua a finanziarlo.

Infatti, il 60% delle esportazioni russe, e quindi degli introiti, è costituito da petrolio e gas, che a sua volta finanzia la macchina militare del Cremlino. Per questo motivo, il presidente americano Joe Biden ha confermato in conferenza stampa alla Casa Bianca che verrà bloccata l’importazione di petrolio e gas russi. Il governo britannico, invece, bloccherà l’importazione del greggio, ma non del gas. E la chiusura delle forniture dovrà avvenire gradualmente, in modo tale da dar tempo ai mercati di assestarsi dopo un iniziale e prevedibile shock. L’Europa, invece, non lo farà, o almeno questo sembra essere l’orientamento attuale. Un blocco totale delle importazioni di gas potrebbe portare ad una grave crisi energetica. Soprattutto in Italia e in Germania.

Ma è anche vero che se vogliamo schierarci con gli ucraini, e ridimensionare il potere di Putin, dobbiamo schierarci anche contro petrolio e gas. Perché il controllo delle forniture è una delle armi principali della Russia, convinta che gli europei cederanno quando dovranno spendere il doppio per riscaldare le proprie case.

Allora qual è l’alternativa? Le fonti rinnovabili. Il costo dell’energia solare ed eolica è diminuita drasticamente negli ultimi 10 anni. E dovrebbero essere impiegate innanzitutto per far fronte alle conseguenze dei cambiamenti climatici, ma anche per ridurre il potere di dittatori e criminali come Putin. Se l’impegno per la transizione ecologica fosse iniziato prima, oggi l’Europa non finanzierebbe la Russia, non ne avrebbe paura e potrebbe imporre ogni tipo di sanzione. E dovremmo farlo in ogni caso, se vogliano rallentare il cambiamento climatico.

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