mercoledì, 29 Giugno 2022

Guerra in Ucraina, Mosca rischia default al 90%. Finlandia blocca gas russo. Donetsk: “Un parco al posto di Azovstal”

Il rischio di default della Russia è passato dal 77% al 90%. Gli USA chiedono il pagamento dei debiti in dollari entro il 25 maggio, Mosca risponde con la possibilità di pagare in rubli. Il capo filo-russo dell’autoproclamata repubblica di Donetskprogetta la distruzione dell'acciaieria Azovstal per costruire un parco.

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Dopo i continui attacchi in Ucraina e le numerose vittime civili e militari, di cui la Russia ha diffuso video girati all’interno degli ospedali, Mosca inizia a trovarsi in condizioni non proprio favorevoli. Le sanzioni occidentali hanno già avuto un enorme impatto e secondo il segretario al Tesoro degli USA, Janet Yellen, “la Russia sta sperimentando una recessione, un’alta inflazione, sfide pesanti nel suo sistema finanziario e una incapacità di procurarsi il materiale e i prodotti di cui hanno bisogno per sostenere la loro guerra o la loro economia”. In effetti le probabilità di un default di Mosca entro un anno sono salite al 90% rispetto al 77% stimato ieri, dopo le voci secondo cui gli USA vorrebbero bloccare i pagamenti relativi ai bond russi agli investitori americani, senza rinnovare l’esenzione momentanea in scadenza il prossimo 25 maggio. A questo proposito, il ministro delle Finanze russo, Anton Siluanov, ha affermato che il Paese ha intenzione di rimborsare il debito estero statale in rubli nel caso in cui la licenza degli Stati Uniti non venga prorogata oltre la scadenza designata.

Finlandia blocca gas russo. Mosca: “Svezia nella Nato è un suo diritto sovrano”

Il ministro degli Esteri russo ha affermato che la scelta della Svezia di entrare nella Nato, sebbene abbia creato inizialmente numerose controversie, è un suo diritto sovrano, ma la reazione del suo Paese e le possibili contromisure dipenderanno dalle reali conseguenze provocate dall’integrazione del Paese nell’Alleanza. I media finlandesi intanto riferiscono che l’afflusso del gas naturale proveniente dalla Russia potrebbe essere interrotto a partire da venerdì o sabato, secondo quanto comunicato dalla principale azienda finlandese di gas, la Gasum. “Siamo in grado di soddisfare le esigenze immediate durante la stagione estiva, presupponendo che non ci saranno problemi. La sfida sorgerà in inverno, quando il limite sarà la capacità del gasdotto Balticconnector tra Finlandia ed Estonia” afferma l’amministratore delegato della Gasum, Mika Wiljanen.

Le sorti dell’acciaieria Azovstal

Il capo filo-russo dell’autoproclamata repubblica di Donetsk, Denis Pushilin, ha proposto di demolire l’acciaieria Azovstal per costruire un parco o un polo scientifico e di ricostruire la città di Mariupol, con l’aiuto dei russi, per farla diventare una meta turistica. Le autorità cittadine hanno confermato la notizia di questo progetto, ma hanno anche affermato che secondo loro si tratta di una mossa pensata per distruggere preventivamente un complesso industriale molto importante per l’Ucraina. Il Consiglio comunale ha poi aggiunto che gli invasori non sono interessati al restauro e allo sviluppo della città, perché viene considerata come un territorio che fa da corridoio per la Crimea. Il sindaco di Mariupol ha dichiarato che “nello stabilimento di Azovstal c’è il rischio di una catastrofe ecologica. Sono presenti le condutture che contengono decine di migliaia di tonnellate di acido solfidrico. I bombardamenti avrebbero potuto danneggiare queste condutture e il riversamento del liquido potrebbe uccidere completamente la fauna e flora del Mare di Azov e riversarsi nel Mar Nero, e di conseguenza nel Mediterraneo. È necessario che allo stabilimento abbiano l’accesso immediato gli esperti dell’Onu per studiare la situazione ed evitare una catastrofe mondiale”.

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