domenica, 3 Luglio 2022

Guerra in Ucraina, Putin a Draghi: “Via sanzioni e sblocchiamo il grano”. Il ceceno Kadyrov: “Pronti ad attaccare la Polonia”

Mosca fa sapere che le navi straniere possono lasciare il porto di Mariupol ormai "in sicurezza"; restano bloccati 6 cargo di Bulgaria, Turchia, Repubblica Dominicana, Panama, Liberia e Giamaica. Lukashenko creerà un nuovo commando militare nel sud della Bielorussia, a confine con l'Ucraina. Per l'Onu si parla ormai di oltre 4mila morti dall'inizio del conflitto.

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A Kharkiv “la situazione è complicata: il nemico continua ad attaccare e ci sono feriti e anche morti”, così il sindaco Igor Terekhov in un filmato in cui invita la popolazione “a rimanere nei luoghi sicuri come rifugi o scantinati o nella metropolitana. Siate prudenti, proteggete voi stessi e la vostra vita”. Dopo l’assedio dell’est del Paese i russi minacciano di attaccare anche le zone meridionali, puntando al mare. La notizia è stata diffusa dal comando operativo dell’Ucraina meridionale, citato dall’agenzia Ukrainska Pravda. Tuttavia, pare che le cattive condizioni meteorologiche stiano rendendo al momento “impossibile lo sbarco dei marines” russi, facendo “aumentare il rischio che le mine antiuomo vengano scaricate sulla costa“, si legge in una nota dell’esercito di Kiev. Grandi incertezze sulle reali condizioni in cui si troverebbe al momento il porto di Mariupol; se fino a ieri il suo primo cittadino l’aveva dichiarato inattivo a causa della mancanza di elettricità – sbugiardando così Mosca – oggi il ministero della Difesa russo fa sapere che le navi straniere possono lasciare l’area portuale ormai “in sicurezza”. Tuttavia, “le leadership dei Paesi dei proprietari delle navi non hanno ancora ancora preso le misure necessarie per la loro evacuazione”, afferma l’ufficio ministeriale, citato dall’agenzia Tass. Secondo la Federazione russa al momento le imbarcazioni che restano bloccate sono rispettivamente 6 cargo di Bulgaria, Turchia, Repubblica Dominicana, Panama, Liberia e Giamaica.

Onu: quasi 4mila morti e oltre 4mila feriti

Sale ancora esponenzialmente il bilancio delle vittime e dei feriti dall’inizio di questa atroce guerra. Secondo l’ultimo bollettino diffuso dall’Ufficio dell’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani (Ohchr) sono 3.998 le vittime e 4.693 i feriti. La maggior parte dei civili ha perso la vita sotto piogge di bombe e missili. L’Ohchr è del parere che la stima dei decessi confermati sia notevolmente più bassa rispetto ai numeri effettivi.

Lukashenko crea nuovo comando militare sul confine ucraino

Il presidente bielorusso Alexander Lukashenko non ha mai nascosto la sua vicinanza alla linea politica di Vladimir Putin. Il leader di Minsk si sbilancia e svela di avere intenzione di schierare un nuovo reggimento militare nella zona meridionale del suo Paese, proprio a confine con l’Ucraina. La notizia è stata diffusa dall’agenzia di stampa statale bielorussa Belta. “Purtroppo si è aperta una nuova direzione, un nuovo fronte come si suole dire, e non possiamo trascurarlo”, ha chiosato Lukashenko.

Zelensky: “Preparare il settimo pacchetto di sanzioni”

“È necessario non solo concordare finalmente il sesto pacchetto di sanzioni contro la Federazione Russa, compreso l’embargo su petrolio, miscele di petrolio e
prodotti petroliferi, ma anche preparare il settimo pacchetto di sanzioni con restrizioni ancora più forti alla Russia per il terrore contro l’Ucraina”, così si è espresso Volodymyr Zelensky, intervenendo al parlamento lettone, secondo quanto riportato dall’agenzia Ukrinform.

Putin a Draghi: “Pronti a sbloccare crisi grano se revocate sanzioni”

Il presidente russo Vladimir Putin ha avuto una conversazione telefonica con il premier italiano Mario Draghi. Il capo del Cremlino ha spiegato di esser disposto ad aiutare l’Ucraina e il mondo a superare la crisi alimentare, a patto che vengano revocate le pesanti sanzioni occidentali che stanno cercando di piegare Mosca. Durante il colloquio, Putin ha rassicurato Draghi, garantendo una fornitura ininterrotta di gas all’Italia. Gli argomenti della chiamata sono stati resi noti da alcune fonti ufficiali del governo russo, citate dall’agenzia Tass. Mosca ha precisato che sarebbe stato il premier italiano a chiamare il leader della Federazione russa.

Kadyrov: “Se arriva l’ordine prendiamo la Polonia”

Il leader ceceno Ramzan Kadyrov, fedele alleato di Putin, ha affermato di esser pronto ad attaccare la Polonia. Lo ha annunciato lui stesso in un video condiviso su Twitter dal giornalista della Bbc Francis Scarr. Il capo ceceno dice che “la questione dell’Ucraina è chiusa” e si dichiara “interessato alla Polonia”. “Dopo l’Ucraina, se ci viene dato l’ordine, in sei secondi vi mostreremo di cosa siamo capaci“, ha tuonato.

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