mercoledì, 29 Giugno 2022

Guerra in Ucraina, Lugansk senza acqua gas e luce. Mar d’Azov sotto il controllo russo. Attivo il porto di Mariupol – VIDEO

In rete il video dell'attacco di Zaporizhzhia che ha distrutto lo stabilimento Motor Sich, produttore di motori per l'aviazione ucraina. La Russia chiede la rimozione delle sanzioni per evitare la crisi alimentare globale, l'Europa pensa a un nuovo pacchetto di sanzioni. Le navi straniere escono dal porto di Mariupol attraverso un corridoio nel Mar Nero senza mine.

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La guerra continua a mettere in ginocchio la popolazione ucraina e lo fa senza sosta. Nella regione di Lugansk è stato chiuso l’ultimo distributore di gas e ora nella zona manca insieme ad acqua e luce, come annunciato su Telegram dal governatore capo dell’amministrazione regionale, Serhiy Gaidai. Anche nel Donetsk i residenti sono stati avvisati che l’intera regione potrebbe restare senza carburante. Non sono incoraggianti le notizie sul fronte della possibile e quasi annunciata crisi alimentare che sembra pronta ad abbattersi su tutto il mondo. Secondo il viceministro degli Esteri russo, Andrey Rudenko, “risolvere il problema alimentare richiede un approccio globale, compresa la rimozione delle sanzioni imposte alle esportazioni e alle transazioni finanziarie russe”. Tuttavia, a tal proposito, il commissario Ue agli Affari economici, Paolo Gentiloni, ha annunciato la possibilità di un nuovo pacchetto di sanzioni alla Russia, affermando che “ci stiamo lavorando, penso che nei prossimi giorni non sia impossibile raggiungere ulteriori accordi”.

La situazione dei porti e dei mari ucraini

Le controversie nate sul blocco dei porti ucraini per l’esportazione del grano sembrerebbero in via di risoluzione. Secondo il viceministro degli Esteri russo, Andrey Rudenko, Mosca “è pronta al dialogo con tutte le parti. Siamo sempre pronti al dialogo con tutti coloro che si battono per la pace, per una soluzione pacifica di tutti i problemi. Lascio sulla sua coscienza la dichiarazione di Ursula von der Leyen”, dice Rudenko in riferimento all’affermazione della Presidente della Commissione europea, secondo cui la Russia usa la questione alimentare come arma. Intanto c’è un’apertura del porto di Mariupol e le navi straniere possono partire in sicurezza da questa mattina alle 8 in un corridoio nel Mar Nero dove sono state eliminate le mine. La notizia è stata confermata dal portavoce del ministero della Difesa russo, Igor Konashenkov, che aggiunge: “Il porto ha cominciato a operare in modalità regolare”.

Mentre su questo fronte si intravede una tregua, l’attacco di stamattina a Zaporizhzhia è arrivato dal mare. Lo stesso Konashenkov ha dichiarato che “missili aerei e marittimi a lungo raggio ad alta precisione lanciati sulla città di Zaporizhzhia hanno distrutto le officine dello stabilimento Motor Sich, che produceva motori aeronautici per l’aviazione da combattimento delle forze aeree ucraine, compresi i veicoli senza pilota”. Ormai la situazione dei mari intorno al Paese è critica e lo riconosce anche la Direzione principale dell’Intelligence del Ministero della Difesa ucraino: “I russi sono diventati cauti, ma il loro raggruppamento navale oggi purtroppo ha il pieno controllo del Mar d’Azov, questo è chiaro, insieme allo Stretto di Kerch, e ora stanno bloccando i nostri porti sul Mar Nero”.

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