sabato, 31 Luglio 2021

Ungheria, in vigore legge anti-lgbt: UE sospende valutazione Recovery Plan. Von der Leyen durissima

"Questa legge non serve alla protezione dei bambini, è un pretesto per discriminare. È vergognosa". Così Ursula von der Leyen

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È entrata in vigore oggi la legge anti-LGBT che l’Ungheria non vuole saperne di modificare nonostante la reazione di Bruxelles. La Commissione Europea, infatti, ha sospeso una valutazione positiva sul Recovery plan di Budapest, tenendo in stand-by i sette miliardi di euro richiesti.

“L’Ungheria ha difeso la propria norma giustificando che non è diretta ad alcuna comunità, ma è contro i pedofili e stabilisce in modo molto chiaro che il reato di pedofilia deve essere punito in modo molto severo” queste le parole del ministro degli Esteri di Orban, Peter Szijjártó, con le quali si è tentato di convincere l’Europa che “non è come sembra”.

Ma il colpo non è andato a segno. La presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, infatti, al dibattito in plenaria al Parlamento Europeo si è espressa molto chiaramente, a seguito di valutazioni fatte in sede di Consiglio: “I capi di Stato e di Governo hanno condotto una discussione molto personale ed emotiva sulla legge ungherese, praticamente l’omosessualità viene posta a livello della pornografia, e questa legge non serve alla protezione dei bambini, è un pretesto per discriminare” e sottolinea ” Questa legge è vergognosa“.

Reazioni così radicali e disumane dovrebbero suscitare sorpresa e incredulità, ma il problema è proprio questo, si è abituati ad un sistema che chiude invece di aprire e lo si è a tal punto che decisioni del genere vengono prese all’ordine del giorno, combaciano perfettamente con le azioni discriminatorie degli stessi cittadini sostenuti persino dai governi, alimentare un problema di per sé già grave: la discriminazione.

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