giovedì, 28 Ottobre 2021

Legge anti-Lgbt Ungheria, Von der Lyen: “Aperta procedura UE”

"I risultati dipenderanno dalla risposta di Budapest. Tocca a loro rispondere. In Ungheria ci sono 10 milioni di persone e sono convinta che ci siano 10 milioni di ragioni per l'Ungheria per restare parte dell'Unione europea", ha detto la presidente della Commissione UE.

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Nella Giornata conclusiva del Consiglio Europeo, la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, in conferenza stampa si è espressa sull’acceso scambio con le autorità ungheresi sulla cosiddetta legge anti-Lgbt: “La procedura contro l’Ungheria può essere considerata aperta”. La Von de Lyen ha spiegato che “i risultati dipenderanno dalla risposta di Budapest. Tocca a loro rispondere” e al vertice “c’è stato un travolgente supporto nel dibattito a difesa dei nostri valori di tolleranza e contrari alle discriminazioni. I nostri Trattati sono chiari sui valori”.

E ha concluso con una considerazione: “In Ungheria ci sono 10 milioni di persone e sono convinta che ci siano 10 milioni di ragioni per l’Ungheria per restare parte dell’Unione europea”.

Durante la conferenza stampa la presidente della Commissione, sulla questione migranti, ha annunciato: “Continueremo a sostenere la Turchia che ospita milioni di rifugiati siriani. Ho proposto di stanziare altri 3 miliardi di euro per sostenere i rifugiati in Turchia e 2,2 miliardi di euro in Giordania e Libano entro il 2024”. Von der Leyen ha spiegato che “i rapporti con la Turchia sono migliorati, ma c’è bisogno di lavorare di più, sul commercio, modernizzare l’unione doganale”.

E quanto alla pandemia: “Siamo preoccupati della variante Delta, basta guardare al Regno Unito dove rappresenta il 90% dei nuovi contagi” e “dobbiamo vaccinare, vaccinare e vaccinare, che è la migliore strategia contro questa variante”, sottolineando l’importanza di “mantenere le misure di distanziamento” per evitare contagi. Il presidente del Consiglio europeo, Charles Michel ha ribadito “la necessità di coordinarci soprattutto per combattere le nuove varianti”, ma anche di “solidarietà internazionale” e di imparare dalle “lezioni apprese durante la crisi”. “Siamo pronti con il certificato digitale Covid”, ha detto la Von der Lyen, “Sono 26 i Paesi collegati alla piattaforma ed entrerà in vigore dal primo luglio”.

La Commissione è pronta a erogare presto i primi fondi del recovery plan degli Stati i cui piani sono stati valutati positivamente, grazie al successo delle obbligazioni messe sul mercato dall’Ue che sono stati sottoscritte più di sette volte la disponibilità effettiva. “Questo dimostra la fiducia dei mercati nell’Ue”, ha detto von der Leyen, ricordando che i piani hanno tutti superato gli investimenti nel verde e digitale richiesti (37 e 20%) e che solo per le misure verdi gli investimenti saranno di 200 miliardi.

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