giovedì, 18 Luglio 2024

Cisgiordania, l’Autorità Palestinese rifiuta di essere “salvata” da Israele. Continuano gli scontri a Jenin

Israele ha espresso la volontà di "salvare" l'Autorità Palestinese, chiedendo in cambio l'interruzione dei sussidi in favore delle famiglie di palestinesi uccisi o tenuti in detenzione. Questa mattina, 10 luglio, è stato notificato il rifiuto della proposta israeliana, chiedendo che Tel Aviv cessi le operazioni di aggressione in Cisgiordania.

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Israele ha espresso la volontà di “salvare” l’Autorità Palestinese, chiedendo in cambio l’interruzione dei sussidi in favore delle famiglie di palestinesi uccisi o tenuti in detenzione. Inoltre, le autorità ebraiche vorrebbero che la Palestina non continui l’attività contro lo Stato ebraico nel panorama internazionale. L’Autorità Palestinese ha notificato questa mattina il rifiuto della proposta israeliana, chiedendo che Tel Aviv cessi le operazioni di aggressione in Cisgiordania.

Il Primo ministro dell’Autorità Palestinese, Mohammad Shtayye, in occasione di una riunione settimanale del gabinetto a Ramallah, capitale della Palestina, ha dichiarato: “A nome del Governo palestinese diciamo che ciò che è stato richiesto a Israele è di fermare la sua aggressione contro il nostro popolo, le uccisioni, gli insediamenti abusivi e la pirateria del nostro denaro“. Inoltre, Shtayye ha confermato che i pagamenti alle famiglie dei martiri proseguiranno come la campagna anti-ebraica in sede internazionale.

Ancora scontri a Jenin

Un gruppo palestinese che si autoproclama Battaglione Ayyash afferma, secondo The Times of Israel, di aver lanciato razzi nell’area di Jenin, città a nord della Cisgiordania, in direzione del villaggio di Shaked. Un video pubblicato su Telegram mostra un proiettile inserito in un lanciatore. Vari tentativi di aggressione del gruppo terrorista sarebbero falliti negli ultimi mesi. I militari delle Forze di Difesa israeliane starebbero indagando riguardo l’ultima rivendicazione.

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