lunedì, 4 Luglio 2022

Guerra in Ucraina, Zelensky: “Prigionieri dei russi 2.500 soldati di Azovstal”. Nel Donetsk “mercenari britannici” a processo: rischiano la pena di morte

Il consigliere del sindaco di Mariupol: "Invasori hanno imprigionato 10mila residenti nei sei campi di filtrazione della città". Per Zelensky "entro quest'autunno vi è il rischio che 75 milioni di tonnellate di grano restino bloccate in Ucraina". Ambasciatore americano a Mosca: "Impossibile rompere rapporti tra Usa e Russia".

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Più di 2.500 combattenti ucraini che erano ad Azovstal ora sono prigionieri dei russi“, così si è espresso il presidente ucraino Volodymyr Zelensky nel corso della conferenza stampa tenutasi oggi nella Capitale. Il leader ha poi parlato dell’offensiva russa che sta mettendo letteralmente in ginocchio la città di Severodonetsk, nella regione di Lugansk: “Per quanto riguarda la situazione al fronte, è difficile in direzione di Severodonetsk. Stiamo mantenendo le posizioni, ma gli occupanti sono di più e sono più potenti“. Il consigliere del sindaco di Mariupol Petro Andyushchenko fa sapere che gli uomini di Putin hanno imprigionato circa 10mila residenti nei sei campi di filtrazione della città. Mentre il Tribunale di Kiev continua a chiamare sul banco degli imputati i prigionieri di guerra russi, nel Donetsk i separatisti filorussi hanno istituito una Corte per giudicare i combattenti alleati con il fronte ucraino. Oggi nella repubblica autoproclamata si terrà il primo processo ai danni di “mercenari britannici” che rischiano la pena di morte. Secondo la procura di Donetsk si tratterebbe dei cittadini inglesi Shaun Pinner e Andrew Hill e del marocchino Saadun Brahim. La notizia è stata data dal loro leader Denis Pushilin al canale Rossiya-1, citato dall’agenzia di stampa Interfax.

Kiev: “Entro autunno rischio 75 milioni tonnellate grano bloccate”

Il conflitto russo-ucraino sta causando una crisi alimentare che fa tremare il mondo. Secondo il presidente Zelensky se non vengono sbloccate le vie d’esportazione, c’è il rischio che entro questo autunno restino ferme in Ucraina 75 milioni di tonnellate di grano. Il leader di Kiev ha confermato come vi siano in corso delle trattative tra Gran Bretagna e Turchia per richiedere alla Marina militare di un terzo Paese di garantire il passaggio delle esportazioni di grano ucraino attraverso il Mar Nero, controllato per ora dalla Russia. Tuttavia, Zelensky ha sottolineato che sarebbe ancora meglio se il passaggio venisse assicurato dalla stessa Marina militare ucraina, ha riportato il Guardian.

Sullivan: “Impossibile rompere rapporti tra Usa e Russia”

Per quanto Usa e Russia possano trovarsi ai ferri corti a causa del conflitto in Ucraina, la rottura completa dei rapporti diplomatici tra le due potenze mondiali non è concepibile. Lo ha detto a chiare lettere John Sullivan, ambasciatore americano a Mosca, nel corso di un’intervista rilasciata all’agenzia Tass. “Alcuni mesi fa, l’ex presidente Medvedev ha rilasciato una dichiarazione – spero frutto di qualche esagerazione – secondo la quale dovremmo chiudere le ambasciate e guardarci l’un l’altro con il binocolo. Non possiamo permetterci il lusso di tornare indietro di decenni al dopoguerra. Dobbiamo mantenere la capacità di parlarci. C’è poco altro da aggiungere qui. Questa è una constatazione di fatto”.

Cina a Ue: “Sanzioni non corrette per risolvere la crisi”

Le sanzioni non sono un modo corretto per risolvere la crisi” in Ucraina, ha tuonato il portavoce del ministero degli Esteri cinese, Zhao Lijian, in risposta a una domanda sul sesto pacchetto approvato dall’Unione Europea contro la Russia. “La Cina sostiene l’Ue nello svolgere un ruolo attivo nel processo di persuasione della pace e promozione dei colloqui e nella costruzione finale di un quadro di sicurezza europeo equilibrato, efficace e sostenibile – e ha aggiunto – i cittadini europei potrebbero pagare un prezzo maggiore e il mondo dovrà affrontare grandi sfide come la crisi energetica e la crisi alimentare”.

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