sabato, 2 Luglio 2022

Cento giorni di guerra in Ucraina, feriti due giornalisti Reuters morto l’autista. Tass: “L’attacco è di Kiev”

Nella notte gli occupanti hanno ucciso nel sud e nell'est del Paese oltre 360 "nazionalisti" ucraini, colpendo circa 49 sistemi d'arma e veicoli militari. Il vicesindaco di Bucha a RaiNews: "Decine di bimbi deportati in Russia". Il Ministro della Cultura e dell'Informazione di Kiev: "Distrutti 370 monumenti in 100 giorni".

Da non perdere

Mai come oggi, centesimo giorno di guerra in Ucraina, si fanno bilanci di distruzione e morte. Nella notte gli occupanti hanno ucciso nel sud e nell’est del Paese oltre 360 “nazionalisti” ucraini, colpendo circa 49 sistemi d’arma e veicoli militari. Lo ha detto il ministero della Difesa di Mosca, spiegando che è stata rasa al suolo, tra le tante altre cose, una stazione radio a Sloviansk e alcuni depositi di munizioni nel Donbass. Pare che abbiano attaccato altri obiettivi nella regione meridionale di Mykolaiv. Il vicesindaco di Bucha ha parlato ai microfoni di RaiNews e ha confermato le deportazioni di bambini commesse dai nemici; pare che dopo l’atroce strage avvenuta a marzo i soldati di Putin abbiano rapito decine di minori portandoli via attraverso la Bielorussia in Russia.

Il Ministro della Cultura e dell’Informazione ucraino, Oleksandr Tkachenko, ha fatto sapere che dal 24 febbraio i russi hanno distrutto 370 monumenti, ricordando che solo lo scorso 7 maggio gli invasori hanno lanciato un missile contro il Museo nazionale della memoria letteraria a Skovoroda, nella regione di Skovorodynivka. Se all’inizio del conflitto folle di civili si accalcavano nelle stazioni ucraine per lasciare il Paese, dopo qualche settimana è iniziato il rientro in patria. Fino a questo momento sono entrate in Ucraina circa 2milioni 700mila persone, solo nelle ultime 24 ore ne sono tornate 33mila. La notizia è stata diffusa dalla Guardia di frontiera di Stato sul suo canale Telegram.

Due giornalisti della Reuters feriti da un raid ucraino a Severodonetsk

Nel mirino di questo conflitto moltissimi operatori dell’informazione. Ieri, due giornalisti della Reuters sono rimasti feriti in un raid nei pressi di Severodonetsk, nella regione di Lugansk. L’autista che guidava il veicolo su cui viaggiavano è stato ucciso. Lo ha detto il corrispondente di RT Igor Zhdanov, riportato dalla Tass. “Siamo stati bombardati all’ingresso di Severodonetsk. Uno dei proiettili è caduto esattamente sull’auto, cinque a dieci metri davanti a noi, a bordo della quale c’erano due giornalisti di Reuters. All’inizio sembrava che avessero colpito una mina: l’auto si è ribaltata di lato e ha preso fuoco. L’autista è morto sul colpo, i giornalisti sono stati trasportati in ospedale. Stavano mirando: hanno aspettato fino a quando siamo entrati e solo allora hanno iniziato a bombardare”, si legge sul canale Telegram del giornalista russo. Successivamente, un’altra fonte della Reuters ha confermato sempre alla Tass che due giornalisti dell’agenzia sono rimasti feriti a seguito del bombardamento delle forze armate ucraine a Severdonetsk. “La strada è stata bombardata dai militari ucraini e la loro auto è stata colpita da un proiettile, ha detto Sasha, uno dei due giornalisti. L’altro, Pavel, ha un braccio rotto. Sono in un ospedale a Rubizhne”, ha raccontato la fonte.

Oms: “Servono 147,5 mln dollari per aiuti umanitari e sanità”

“L’Organizzazione mondiale della sanità ha lanciato un appello aggiornato a 147,5 milioni di dollari per supportare il crescente bisogno umanitario in Ucraina, fornire assistenza sanitaria immediata e aiutare il sistema sanitario del Paese a conservare resilienza a lungo termine”, questo l’appello dell’Oms in occasione dei primi 100 giorni di guerra. Già il primo giugno l’organizzazione internazionale aveva fatto sapere che dall’inizio del conflitto vi sono stati 269 attacchi alle strutture d’assistenza sanitaria.

Sindaco Mariupol: “Catastrofe umanitaria”

“Mariupol è oltre l’orlo della catastrofe umanitaria”, ha chiosato il sindaco di Mariupol Vadym Boichenko, nel corso della sua prima conferenza stampa a Kiev. “Secondo stime prudenti i morti sono 20mila, il doppio dei morti durante la seconda guerra mondiale“. Il primo cittadino ha raccontato che il 95% dei palazzi è stato distrutto, spiegando che le fosse comuni e le sepolture improvvisate hanno causato contaminazioni dell’acqua. “Per tutta la città c’è un odore terribile“, ha detto Boichenko, in quanto il servizio di raccolta dei rifiuti non è più in funzione.

Sindaco Kiev: “Libereremo la nostra terra dai barbari russi”

Anche il sindaco di Kiev, Vitali Klitschko, ha cercato di tirare le somme in questo giorno cruciale: “Cento giorni di barbarie della guerra russa per distruggere l’Ucraina e gli ucraini…100 è come un giorno lungo e difficile. Emozioni, duro lavoro, sanguinose battaglie, perdite e morti. Tuttavia, un tempo di coraggio e perseveranza. Restiamo in piedi e combattiamo tutti insieme. Ognuno al suo posto. Ammiriamo le nostre forze armate. Libereremo la nostra terra dai barbari russi che vi giunsero!”. Così si legge in un messaggio su Telegram del primo cittadino. “Sì, sarà difficile. Ma credo che ognuno di noi supererà queste prove con dignità. Perché questa è una guerra del male e del bene. E la bontà e la giustizia vincono ancora”.

Ultime notizie