domenica, 3 Luglio 2022

Libia, motovedetta spara su peschereccio italiano: non si spegne il contenzioso con l’Italia

Un peschereccio italiano è stato colpito da una motovedetta libica a largo di Bengasi. Per fortuna, non ci sono stati danni né alle persone né alle imbarcazioni.

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Ieri, 2 giugno, si è registrato l’ennesimo grave episodio di intimidazione nelle acque internazionali a nord di Bengasi, nel mar Mediterraneo. Una motovedetta libica ha preso di mira e esploso alcuni colpi di “avvertimento” verso un peschereccio italiano, il Salvatore Mercurio, che si trovava in zona assieme a un’altra imbarcazione, la Luigi Primo. Per fortuna, non si è verificato alcun danno né alle persone né alle imbarcazioni, ma il gesto resta. Dopo poco, è giunta sul posto la fregata Grecale della Marina Militare italiana, che ha invitato la motovedetta libica ad allontanarsi. Nel frattempo, alcuni operatori sanitari, insieme ai militari del San Marco, sono saliti a bordo dei due pescherecci per poter garantire la sicurezza in un momento così delicato. Dell’episodio è stato informato dei fatti il ministro della Difesa Lorenzo Guerini.

Un problema ancora irrisolto

Il contenzioso tra Libia e Italia va avanti da anni. Ad ogni occasione, le autorità libiche smentiscono l’intenzione di attaccare le imbarcazioni italiane, parlando di “avvertimenti” per provare a fermarle poiché, secondo la loro visione delle cose, sconfinano nelle acque territoriali di giurisdizione libica. A questo punto, entra in gioco il diritto internazionale. Uno Stato ha giurisdizione (potere di controllo) entro 24 miglia. In molti casi, però, questi attacchi sono avvenuti ben oltre tale distanza, anche a 40 miglia dalla costa libica. Ma la Libia rivendica il controllo delle acque internazionali fino a 74 miglia dalla costa sin dai tempi di Gheddafi. Quindi tiene a farci a sapere, ogni tanto, che non se ne sono dimenticati.

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