sabato, 2 Luglio 2022

Ragazze molestate sul treno di ritorno da Gardaland: 30 indagati

Inquirenti alla ricerca di collegamenti con una rissa dello stesso giorno, riflettori sui gruppi di ragazzi provenienti dal Nord Africa. Pomeriggio da dimenticare per le ragazze che sono state aggredite e molestate.

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Sei ragazze di età compresa tra i 16 e i 17 anni sono state molestate su un treno regionale diretto a Milano, partito da Peschiera Del Garda. La vicenda è accaduta il 2 giugno, giorno in cui le ragazze avevano deciso di trascorrere la Festa Della Repubblica a Gardaland. Le ragazze raccontano che appena salite sul treno, ed essersi accorte della moltitudine di persone presenti al suo interno, avrebbero deciso di scendere ma senza successo a causa dell’ingorgo e del troppo caldo che ha portato alcune ragazze a svenire.

Nel frattempo qualcuno avrebbe anche azionato il freno di emergenza e da lì, le giovani sono state accerchiate da un gruppo di Nord africani, composto da coetanei e ragazzi poco più grandi, che hanno iniziato a molestarle toccando le loro parti intime e insultandole. Le vittime avrebbero cercato un controllore sul treno ma questi non era presente mentre le aggressioni andavano avanti, come gli insulti: “Le donne bianche qui non salgono” avrebbe detto loro uno degli aggressori.

Provvidenziale è stato l’intervento di un ragazzo che ha aiutato le giovani a scendere alla stazione di Desenzano, che sono state poi recuperate dai genitori e accompagnate alla stazione di Milano dove hanno sporto denuncia alla Polizia ferroviaria, parlando di ulteriori 10 ragazze molestate. Al momento gli indagati sarebbero in 30. Stando al racconto della madre di una delle vittime, i genitori avrebbero chiamato il 112 per aiutare le figlie ma sembra che nessuno sia intervenuto. Secondo gli inquirenti, i fatti accaduti sul treno potrebbero avere un qualche collegamento con la maxi rissa avvenuta sempre il 2 giugno sul lago di Garda tra due bande di ragazzi Nord Africani, avvenuta dopo un raduno organizzato su Tik Tok, sedata dall’intervento della Polizia in tenuta antisommossa, e lo testimonia il racconto di una delle vittime che parla di una trentina di ragazzi e ragazze che hanno invaso la banchina sputando sui finestrini del treno e lanciando insulti.

Il nuovo dirigente della squadra mobile di Verona, Carlo Bartelli, in merito alla vicenda, ha affermato che “gli accertamenti sono in corso e continueranno” ma sul tema di violenza e prevenzione, soprattutto se questa vicenda è collegata alla rissa tra Nord africani avvenuta lo stesso giorno e vista l’assenza di un controllore sul treno, si riparte sempre da zero come se i fatti delle violenze di capodanno e quelli del Liceo Valentini-Majorana, tra le più recenti, non ci abbiano insegnato niente.

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