mercoledì, 29 Giugno 2022

Guerra in Ucraina, 283 bambini morti e 1.918 scomparsi. Giornalismo sotto attacco: 29 vittime e 113 testate chiuse

Bombardamenti sulla città di Kramatorsk. A Mariupol si contano almeno 22mila vittime civili, ma le sepolture sono state complicate perché i russi permettevano di tumulare i propri cari solo previa registrazione di un video in cui veniva dichiarato che i defunti erano stati uccisi dai soldati ucraini.

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I terribili scenari della guerra continuano a mostrarsi nel pieno della loro crudeltà. Nella notte di oggi sono stati numerosi gli attacchi alle città ucraine, alcune delle quali hanno potuto contare anche vittime e feriti, come nel caso di Zaporizhzhya, altre per fortuna no. Una di queste è Kramatorsk, già scenario di atrocità contro i civili negli ultimi mesi, come sostenuto su Facebook dal sindaco Goncharenko: “Notte ansiosa a Kramatorsk, attacco missilistico aereo su aree residenziali e settore privato. Nessuna vittima”.

Le vittime della guerra

Continua a salire il numero delle vittime e le cifre sono raccapriccianti. Dall’inizio dell’invasione russa sono stati uccisi 238 bambini e ne sono stati feriti 433 concentrati nelle regioni di Donetsk, Kiev, Kharkiv e Chernihiv, secondo le stime del Procuratore generale ucraino. I bombardamenti in queste zone hanno danneggiato 1.848 strutture educative, di cui 173 sono state interamente distrutte. La conta dei bambini morti, tuttavia, non è l’unico dato a far venire i brividi. Dal 24 febbraio scorso il Segretariato del Commissario per i diritti umani del Parlamento ucraino ha ricevuto molte richieste da genitori e parenti per la ricerca di 1.918 bimbi scomparsi. In base a un comunicato dell’Ufficio del difensore civico su Telegram, “la maggior parte di loro sono bambini delle regioni di Donetsk, compresa Mariupol, Kiev e Kharkiv. Costanti bombardamenti, evacuazioni forzate, deportazioni, movimenti caotici, fughe, rapimenti tra i fattori che hanno provocato questo fenomeno”.

Tra gli attacchi in Ucraina, anche i giornalisti sono finiti nel mirino, infatti tra i 280 che hanno subito crimini, 29 sono morti, 9 sono rimasti feriti e 15 sono scomparsi. Sono stati segnalati anche 9 casi di rapimento da parte dei russi e circa 113 media regionali hanno interrotto la propria attività a causa delle minacce e delle occupazioni delle redazioni da parte degli invasori. Nella città di Mariupol il consigliere del sindaco, Petro Andryushchenko, ha calcolato l’uccisione di almeno 22mila persone, sebbene il numero possa essere notevolmente più alto. Il consigliere ha affermato che le sepolture sono state complicate perché i russi permettevano di tumulare i propri cari solo previa registrazione di un video in cui veniva dichiarato che i defunti erano stati uccisi dai soldati ucraini.

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