mercoledì, 18 Maggio 2022

Guerra in Ucraina, Mariupol carbonizzata: colpite case, scuole e ospedali. Lavrov: “Se la Nato interviene è scontro diretto”

A Mariupol alcuni sopravvissuti parlano di un gelido paesaggio infernale ricoperto di cadaveri. Joe Biden è in viaggio per Bruxelles. Cina contraria all'esclusione della Russia dal G20. Per Lavrov la minaccia non è tanto l'Ucraina, ma il nuovo ordine mondiale voluto dagli Usa.

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“Un fronte statico”. Definisce così, l’intelligence britannica, il campo di battaglia ucraino al ventottesimo giorno di guerra. “Le forze russe stanno attraversando una fase di riorganizzazione prima di riprendere vaste operazioni offensive su larga scala”, si legge nel bollettino militare di questa mattina. Secondo Londra, l’esercito russo sta tentando di circondare la Nazione, avanzando da Est ad Ovest verso la città di Odessa, e da Nord a Sud verso Mariupol.

Un paesaggio infernale disseminato di morti

Proprio a Mariupol, la situazione è particolarmente drammatica. Alcuni sopravvissuti parlano di “un gelido paesaggio infernale ricoperto di cadaveri e di edifici distrutti”. Le immagini satellitari, in effetti, mostrano una landa carbonizzata, ricoperta soltanto di palazzi ed auto in fiamme, oltre che di fumo nero. “Sono venti giorni che ci bombardano. Hanno colpito e distrutto case, ospedali, scuole e asili“, dice Viktoria Totsen, 39 anni, intervistata dal Guardian dopo la fuga in Polonia. Per le autorità locali, invece, non ci sono dubbi: “Agli occupanti non interessa prendere la città. Vogliono soltanto raderla al suolo. Ridurla in cenere”.

La nota della Casa Bianca e la partenza di Biden per Bruxelles

Da Whashington, intanto, giunge una nota ufficiale a poche ore dalla partenza di Biden per Bruxelles, dove, dopo il vertice Nato in programma per domani, il presidente americano incontrerà i leader del G7 per discutere sulle sanzioni a Mosca. “Il presidente Joe Biden confermerà il nostro ferreo impegno sulla sicurezza dei nostri alleati – si legge, – nonché le nostre condivise preoccupazioni sulla questione ucraina, compresi gli impegni transatlantici finalizzati ad imporre ingenti sanzioni economiche alla Russia, e la fornitura di supporto umanitario a coloro che sono vittime di questa violenza”.

Cina contraria all’esclusione della Russia dal G20

A fronte dei vari tentativi di destabilizzare la potenza russa con sanzioni e quant’altro da parte di Europa e Stati Uniti, si pone invece la Cina, che sostiene l’impossibilità di estromettere la Russia dal G20. “La Russia è un membro importante del G20”, scrivono da Pechino. “Nessun Paese ha il diritto di escludere un altro da questo formato. Significherebbe sottrarre al principale forum per la cooperazione economica internazionale uno dei suoi più importanti esponenti”, spiega il portavoce del Ministero degli Esteri Wang Wenbin.

Zelensky atteso all’Assemblea Nazionale Francese

In giornata, intanto, è previsto l’intervento del presidente ucraino Volodymyr Zelensky presso l’Assemblea Nazionale Francese. Dopo quello di ieri a Roma, in cui è apparso decisamente più cauto nelle richieste d’intervento rispetto ai precedenti dialoghi avuti con Germania e Stati Uniti, il leader ucraino chiederà verosimilmente un aiuto maggiore agli europei. “La situazione bellica che interessa l’Ucraina riguarda tutta Europa”, afferma l’Assemblea. “All’incontro saranno presenti tutti i candidati alle prossime elezioni presidenziali”.

Lavrov: “Se la Nato interviene è scontro con la Russia”

“Un eventuale invio di quelle che loro definiscono forze di pace da parte della Nato in Ucraina provocherebbe uno scontro aperto con la Russia”, ha affermato il Ministro degli Esteri russo Sergej Lavrov. “Si tratterebbe di uno scontro diretto tra le forze armate della Federazione russa e quelle dell’Alleanza atlantica. Ciò che sta accadendo non riguarda tanto l’Ucraina, ma il desiderio degli Stati Uniti di dominare il mondo. Le sanzioni stesse vanno in questa direzione: rimuovere l’ostacolo che noi rappresentiamo e costruire un globo unipolare”.

Accordo tra Kiev e Mosca per la creazione di nove corridoi umanitari

Mentre Lavrov vaneggia nuovi ordini mondiali e complotti di sistema, Kiev e Mosca trovano un accordo per la creazione di nove corridoi umanitari attraverso cui i civili possono essere evacuati. Ad affermarlo, è il Vice Primo Ministro ucraino Iryna Vereshchuck. Nessun corridoio, però, è stato annunciato intorno alla città di Mariupol, la più colpita dagli attacchi russi. Lì le persone, per lasciare il Paese, sono costrette a spostarsi verso Berdyansk, dove arrivano gli autobus.

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