mercoledì, 18 Maggio 2022

Guerra in Ucraina, media locali: “Sventato attentato a Zelensky”. Istituto scientifico colpito da un drone. Missili sul Donetsk e a Zhytomyr

A Kiev un drone russo Orlan ha attaccato un istituto scientifico; confermata la morte di un civile. Nella regione del Donetsk l'esercito di Putin continua a scagliare missili sulla popolazione, colpendo a morte 5 persone e ferendone 19. Intanto la Russia fa sapere che non renderà noti i dettagli dei colloqui per "non danneggiare il processo negoziale".

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Si fa sempre più lunga la lista di città ucraine rase completamente al suolo dalla furia delle forze russe. A Mariupol e Kharkov vi è ormai solo lo scheletro di palazzi, ospedali e case; la guerra sta consumando l’aria e restituendo scenari spettrali. Non c’è più alcun angolo dell’Ucraina che possa dirsi al sicuro dall’avanzata nemica, nemmeno Leopoli, zona del Paese a pochissimi chilometri dalla Polonia, per dirlo con le parole di Zelensky “il cancello” per poi entrare in Europa. La corrispondente della Bbc Orla Guerin scrive sui social di aver avvertito forte e chiaro altri bombardamenti a Kiev: “Un’esplosione molto forte. È la prima volta che ho sentito sbattere le finestre nel mio hotel. Non è chiaro se sia stato colpito un obbiettivo o se fosse la contraerea ucraina che abbatteva un missile russo”, ha twittato la giornalista. Sempre nella capitale un drone russo ha attaccato un istituto scientifico. Il fumo dell’esplosione si è levato dall’edificio bianco di sette piani dell’Istituto per i materiali superduri a nord-ovest di Kiev, parte dell’Accademia Nazionale delle Scienze dell’Ucraina. Un funzionario dei servizi segreti del ministero della Difesa ucraina ha detto che 3 persone hanno perso la vita, ma per ora il bilancio ufficiale conferma la morte di un civile. “Nel raid le forze armate russe hanno usato i droni Orlan, uno dei quali ha sganciato una bomba, in seguito alla quale i locali hanno preso fuoco”, ha detto il funzionario all’agenzia di stampa francese AFP.

Attacchi nel Donetsk e a Zhytomyr

Nella zona del Donetsk, a est del Paese, l’esercito di Putin continua a scagliare missili sulla popolazione, colpendo a morte 5 persone e ferendone 19. “Avdiivka è stata presa di mira da colpi d’artiglieria e caccia, la città è stata rasa al suolo”, ha riferito Lyudmyla Denisova, commissario per i diritti umani del parlamento ucraino. Gli scontri a fuoco proseguono anche sull’autostrada a Zhytomyr, a Gostomel e Irpin, con gli invasori che tentano in ogni modo di oltrepassare il fiume Irpin. Il capo dell’amministrazione militare regionale di Kiev Oleksandr Pavliuk, citato dall’agenzia di stampa Unian, dice che “parte delle comunità territoriali nella regione di Kiev sono sull’orlo di una catastrofe umanitaria a causa dei continui bombardamenti da parte delle truppe russe”.

007 ucraini sventano attentato a Zelensky

Sventato l’ennesimo attentato alla vita di Zelensky. I servizi di controspionaggio ucraini hanno arrestato un gruppo che stava organizzando un attacco al presidente ucraino. Lo fa sapere il sito ucraino Onet. “I sabotatori sono stati arrestati la scorsa notte a Uzhgorod, vicino al confine con la Slovacchia e l’Ungheria: un team di 25 persone doveva preparare azioni sovversive sul territorio dell’Ucraina ed il loro obiettivo più importante era l’omicidio di Zelensky”, riferiscono i media ucraini.

Peskov: “La Russia non renderà pubblici i contenuti dei negoziati”

Per quanto riguarda i negoziati tra Kiev e Mosca, si è ancora molto lontani da ogni tipo di civile mediazione. La Russia ha dichiarato di non aver alcuna intenzione di rendere pubblica la sintesi della sua posizione nei negoziati con L’Ucraina. Il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov, citato da Interfax, ha spiegato che “pubblicare i dettagli dei colloqui potrebbe danneggiare il processo negoziale” che finirebbe per procedere più lentamente di quanto dovrebbe.

La resistenza dei giornalisti russi e ucraini

Il mondo dell’informazione è in un modo o nell’altro protagonista di questo impensabile conflitto. Molti giornalisti russi stanno mostrando il loro dissenso, a costo del proprio lavoro e della propria vita, e altrettanti operatori ucraini stanno finendo tra le grinfie delle forze armate di Putin. La giornalista russa Marina Owsiannikowa che ha protestato contro la guerra, mostrando uno striscione in diretta nell’emittente di Stato, è considerata “una spia traditrice al servizio degli stranieri“. Le è stato chiesto di ritirare le sue affermazioni, ma la giovane donna assicura che non si piegherà. “I colleghi hanno paura di parlare con me, in Russia è diffuso e percepibile un sentimento di paura, siamo in una situazione molto pericolosa”, questo ha raccontato in un’intervista per Bild.

Per quanto riguarda i giornalisti ucraini, c’è chi viene rilasciato dai russi come la giornalista televisiva dell’emittente Hromadske, Victoria Roshchyna, e chi invece sembra sia sparito nel nulla, come il fotoreporter Maksym Levin. La Roshchyna sta tornando a casa sua dopo esser stata tenuta prigioniera dai servizi russi dal 15 marzo nella zona occupata di Berdyansk. Il fotografo Levin è sparito nei pressi della prima linea vicino a Kiev. L’ultima volta che si è messo in contatto con i suoi datori di lavoro è stato il 13 marzo dal distretto di Vyshhorod. In seguito si è saputo che nella zona dove stava lavorando vi sono stati intensissimi combattimenti. Si teme che sia stato ferito o sia stato preso prigioniero dai militari della Federazione Russa. Dall’inizio della guerra hanno perso la vita già 3 operatori dell’informazione. Questo conflitto si gioca sulla propaganda e la Russia ha per questo incriminato il giornalista Nevzorov, primo a finire sotto la falce della nuova legge contro le fake news.

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