domenica, 22 Maggio 2022

Fatture false, maxi evasione a Cosenza: sequestrati beni per 70 milioni di euro. Sei arresti 28 indagati – VIDEO

Per 2 tra i 6 indagati è stato disposto il carcere, per gli altri 4 i domiciliari. L’operazione nasce da una verifica fiscale carico di diverse società riconducibili ad uno stesso gruppo familiare, operante nel settore della produzione e commercializzazione di calcestruzzo e nello smaltimento di rifiuti solidi urbani.

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Colpo grosso per la Guardia di Finanza di Cosenza che oggi, 4 marzo, ha dato esecuzione ad un’ordinanza cautelare emessa dal GIP del Tribunale di Castrovillari per 6 persone, tutte indagate per reati tributari e fallimentari. È scattato il sequestro di beni mobili e immobili, nella forma diretta e per equivalente, pari a 70 milioni di euro nei confronti di 24 persone sia fisiche sia giuridiche. Per 2 tra i 6 indagati è stato disposto il carcere, per gli altri 4 i domiciliari.

L’operazione nasce da una verifica fiscale condotta dalla GdF a carico di diverse società e di capitali riconducibili ad uno stesso gruppo familiare, operante nel settore della produzione e commercializzazione di calcestruzzo e nello smaltimento di rifiuti solidi urbani. L’indagine, ancora nelle prime fasi, pare abbia permesso di scovare un meccanismo di frode all’I.V.A. che ha permesso ai 6 indagati di evadere le imposte attraverso l’uso di fatture per operazioni inesistenti. Infatti, gli accertamenti hanno evidenziato come tali società, attraverso le fatture false, pare siano riuscite ad abbattere la base imponibile IVA, compensando ulteriori debiti tributari con rediti d’imposta fittizi.

Le società, avendo accumulato corposi debiti nei confronti dell’Erario, pare abbiano svuotato il complesso aziendale, presenti soprattutto impianti e macchinari, attraverso operazioni sinistre in favore di nuove società intestate però a dei prestanome, per poi essere poste in liquidazione o dichiarate in fallimento. Pare, dai primi indizi, che questo metodo sia stato utilizzato per una società appartenete al “gruppo familiare”, dichiarata fallita nel maggio 2021.

Alla luce delle indagini, 28 sono gli indiziati, divisi tra persone fisiche e società. Tra questi pare che 24 siano indagati perché avrebbero beneficiato di questo sistema fraudolento e tra questi già per 6 è scattata la misura cautelare perché ritenuti la mente dell’operazione ed i principali beneficiari della presunta frode. Ovviamente tutti gli interessati dovranno fornire la propria ricostruzione dei fatti perché le indagini sono nella fase preliminare.

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