mercoledì, 25 Maggio 2022

Armi, estorsione e scambio politico-elettorale: scacco ai “barcellonesi” 86 arresti a Messina

Le indagini hanno dimostrato come il clan fosse riuscito ad infiltrarsi in vari settori dell'economia locale. Dal commercio ortofrutticolo, alla gestione dei locali notturni, fino al giro d'affari riguardante il traffico di droga e lo sfruttamento della prostituzione.

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Sono 86 le misure di custodia cautelare emesse dalla Procura Distrettuale Antimafia di Messina nei confronti di individui legati alla famiglia mafiosa dei “barcellonesi”. Le indagini, iniziate nel 2018, hanno dimostrato come il clan di Barcellona Pozzo di Gotto fosse riuscito ad infiltrarsi e a fare pressione in vari settori dell’economia locale. Dal commercio ortofrutticolo, dove, dopo aver acquistato diverse imprese intestandole a prestanomi, imponeva la fornitura dei prodotti con metodo mafioso, alla gestione del business dei locali notturni e delle strutture del litorale tirrenico dell’area di Milazzo, dove imponeva “servizi di sicurezza” e condizionava i titolari nella gestione delle imprese, fino al giro d’affari riguardante il traffico di droga e lo sfruttamento della prostituzione.

Il tutto grazie anche all’infiltrazione nel mondo politico. Le accuse sono dunque quelle di associazione di stampo mafioso, estorsione, scambio elettorale politico-mafioso, trasferimento fraudolento di valori, detenzione e porto illegale di armi, incendio, associazione finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti e sfruttamento della prostituzione con l’aggravante del metodo mafioso.

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