giovedì, 19 Maggio 2022

Quirinale, 527 schede bianche: anche oggi del Presidente della Repubblica ne riparliamo domani

Secondo giorno di votazioni per il nuovo Capo dello Stato. Rispetto a ieri i tempi sono stati più rapidi, ma il risultato è rimasto lo stesso. Si torna in Aula alle 11 di mercoledì.

Da non perdere

L’elezione del Presidente della Repubblica imporrebbe serietà istituzionale. Imporrebbe, appunto, poiché oggi è stato scritto 39 volte il cognome di Mattarella. Eppure avevamo visto gli scatoloni pronti per lasciare spazio a un’altra persona al Quirinale. Così, se non fossimo al dramma, ecco la farsa con i bizzarri cognomi scritti da qualche parlamentare: Alberto Angela, Amato, Caputo, Casini, Cesare Mirabelli, Christian De Sica, Enrico Ruggeri, Fiorello, Giletti, Manconi, Saponara. Quanto meno oggi andiamo all’attacco: Caputo, bomber della Sampdoria, agisce davanti al trequartista viola Saponara.

Alle 20.17 il presidente della Camera dei deputati dà appuntamento a domani, 26 gennaio, alle 11. La seduta si conclude con 527 schede bianche. Il centrodestra ripartirà dall’assessora al Welfare della Regione Lombardia Letizia Moratti, dall’ex presidente del Senato Marcello Pera e dal già magistrato Carlo Nordio. Proprio Nordio una settimana fa ha dichiarato al quotidiano Libero: “Credo che la carica di capo dello Stato debba essere affidata a un politico e la mia cultura politica è esclusivamente teorica, non ho mai fatto parte neanche di un consiglio comunale”.

Il centrosinistra, invece, si è chiamato fuori dai tatticismi: “Non contrapponiamo una nostra rosa dei nomi”. Liberi e Uguali, Movimento 5 Stelle e Partito democratico giungono a questa conclusione, dopo la riunione dei gruppi parlamentari alla Camera. Ma “nella giornata di domani proponiamo un incontro tra due delegazioni ristrette in cui porteremo le nostre proposte”.

Il fondatore di Italia Viva si è soffermato su un altro aspetto a Radio Leopolda: “Quello che ha l’asso in mano per chiudere questa partita si chiama Matteo Salvini, ha l’asso in mano e deve scegliere quando calarlo”. Il senatore, a suo modo, dà le carte: “Salvini ha quattro ipotesi: insistere su un nome di centrodestra anche contro un pezzo del Parlamento, sperando che passi; cercare un grande accordo con tutti su un nome fuori dal giro; accordarsi con Conte, che ha la maggioranza in Parlamento; un usato sicuro. Quanto al metodo: “Spero che la Presidenza inizi a far votare due volte al giorno. Il mio è un appello a fare presto”.

Ultime notizie