martedì, 27 Luglio 2021

Morte Luana D’Orazio, dalla Germania il codice cifrato del macchinario killer: decodificata la scatola nera

La casa costruttrice ha consegnato i codici cifrati per analizzare la memoria interna dell'orditoio che ha stritolato Luana D'Orazio, uccidendola.

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La dinamica dell’incidente che ha ucciso Luana D’Orazio a quasi due mesi dall’accaduto resta ancora indefinita e si attende che il consulente della procura, l’ingegnere Carlo Gini, depositi la sua relazione entro metà luglio. La novità riguarda l’arrivo a Prato dalla casa costruttrice del macchinario killer Karl Meyer (in Germania) di codici decifrati. Si tratta di codici della memoria interna della macchina, prelevati dai tecnici del dipartimento di prevenzione dell’Asl durante la perizia disposta dalla procura di Prato per chiarire in che modo Luana ha perso la vita.

I codici saranno messi in relazione con le prove tecniche che i periti hanno eseguito all’interno dell’azienda di Montemurlo e dovranno rivelare a che punto della lavorazione era arrivata Luana prima che finisse vittima della macchina e a che velocità stavano girando gli ingranaggi.

Secondo il consulente della procura, stando alle prove tecniche, sarebbe stata una doppia manomissione all’orditoio della giovane: la realizzazione di un bypass elettrico che permetteva alla macchina di girare ad alta velocità con il cancello di protezione alzato e al pulsante di avvio di mettere in moto l’orditoio anche in assenza del dispositivo di sicurezza abbassato. Ci si domanda come potrebbe essersi messo in moto trovandosi, il pulsante di avvio, vicino al cancello di protezione troppo lontano dalla giovane operaia.

Ciò che è stato notato dai primi rilievi è che il macchinario viaggiava ad alta velocità e questo è stato confermato dal fatto che quando i periti hanno riavviato la macchina per la prima volta dopo l’incidente, l’orditoio ha girato ad alta velocità, modalità tipica della fase avanzata di lavorazione; in tal caso la manomissione della saracinesca sarebbe un elemento rilevante nell’ipotesi accusatoria. Al momento gli indagati sono tre: la titolare Luana Coppini, il marito Daniele Faggi ossia il gestore di fatto dell’azienda e il tecnico manutentore Mario Cusimano.

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