mercoledì, 27 Ottobre 2021

Caso Luana d’Orazio, al vaglio scatola nera del macchinario: gli abiti potrebbero averla trascinata

I magistrati vogliono vederci chiaro: si vuole capire se i vestiti indossati dalla 22enne il giorno in cui è morta abbiano potuto contribuire o meno al suo trascinamento all'interno del macchinario che l'ha uccisa.

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Dal 3 maggio scorso, la procura di Prato, indaga incessantemente sulla morte di Luana D’Orazio. In questi giorni si stanno eseguendo accertamenti sull’abbigliamento della giovanissima mamma indossato il giorno del decesso sul lavoro.

In questi giorni è stata estratta ed è già al vaglio degli inquirenti la scatola nera dell’orditoio in cui Luana D’Orazio morì. Per comprendere in quale fase della lavorazione sia avvenuto l’incidente di Luana, sarà necessario infatti decrittare la scatola nera, anche per stimare la velocità a cui stava girando il subbio, cioè il cilindro rotante che avvolge il filo.

I magistrati vogliono vederci chiaro: oltre al funzionamento della macchina tessile su cui Luana lavorava, si punta l’attenzione anche sul rispetto o meno delle cautele anti-infortunistica, su cui è l’azienda che deve vigilare. Nello specifico quindi, si vuole capire se i vestiti indossati dalla 22enne il giorno in cui è morta abbiano potuto contribuire o meno al suo trascinamento all’interno del macchinario che l’ha uccisa.

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