giovedì, 18 Luglio 2024

Secondo caso di suicidio assistito in Italia, muore Gloria paziente oncologica: “La vita è bella ma solo se siamo liberi”

La 78enne veneta, affetta da un tumore incurabile, aveva inizialmente preso contatti con Marco Cappato per recarsi in Svizzera, apprendendo poi la possibilità di avviare la procedura in Italia, verificando le condizioni previste dalla sentenza 242/19 della Consulta. Per la prima volta è stata l'azienda sanitaria a farsi carico dei costi, compresi quelli per il macchinario di autosomministrazione.

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Nella mattinata di domenica 23 luglio la signora Gloria (nome di fantasia), 78enne affetta da una patologia tumorale incurabile, si è spenta nella sua abitazione dopo essersi autosomministrata il farmaco letale. Ad accompagnarla nell’iter burocratico e sanitario fino al momento finale, oltre ai suoi cari, sono stati l’Associazione Luca Coscioni e il dottor Mario Riccio, che abbiamo intervistato in occasione dei Trent’anni della Rivista Bioetica. “In questo momento il nostro pensiero va alla famiglia di Gloria, al marito, vicino a lei fino all’ultimo istante”, hanno dichiarato Filomena Gallo e Marco Cappato, Segretaria Nazionale e Tesoriere dell’Associazione.

Il Veneto è la prima regione ad aver raccolto il numero di firme necessario per presentare una proposta di legge sul suicidio assistito al Consiglio regionale. Più di 7mila cittadini, anche da altre regioni, hanno sottoscritto il testo dal titolo “Liberi Subito“. Gloria è la seconda cittadina veneta, dopo Stefano Gheller, ad aver avuto accesso al percorso eutanasico medicalmente assistito, con il parere favorevole dell’azienda sanitaria e del comitato etico. In tutto il Paese si tratta del quarto caso di cui si ha notizia, la maggior parte dei connazionali deve solitamente recarsi all’estero.

Gloria aveva inizialmente preso contatti con Marco Cappato per recarsi in Svizzera, per poi apprendere la possibilità di avviare la procedura in Italia, verificando le condizioni previste dalla sentenza 242/19 della Consulta, in merito al caso Dj Fabo. Tra marzo e aprile del 2023 erano arrivate le prime approvazioni e le informazioni sulla tipologia di farmaco specifico da utilizzare. Per la prima volta è stata l’azienda sanitaria a farsi carico dei costi, compresi quelli per il macchinario di autosomministrazione. Il 12 di luglio Gloria aveva sollecitato il Presidente della regione Veneto con un appello alle istituzioni, a causa del peggioramento delle sue già intollerabili condizioni.

Dopo mesi, Gloria ha potuto attuare la sua libera scelta, circondata dalle persone che amava. Non per tutti è così: spesso, a causa delle interminabili catene amministrative e legali, i pazienti soccombono a una morte lenta e sofferta. Il lavoro dell’associazione si propone di fare in modo che questi ostacoli vengano rimossi il prima possibile, costruendo un cammino legalizzato e agevole verso il fine vita.

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