martedì, 31 Gennaio 2023

Fine vita, morto in Svizzera Mib malato di sclerosi multipla: “Sognavo di farlo in Italia” – VIDEO

Sui social dell'Associazione Luca Coscioni, che ha assistito Mib fino al suo ultimo respiro, si legge che il 44enne, malato di sclerosi multipla da 6 anni, è stato accompagnato in Svizzera da Felicetta Maltese, attivista della campagna Eutanasia Legale e da Chiara Lalli, giornalista e bioeticista. Entrambe rischiano fino a 12 anni di carcere per il reato di aiuto al suicidio.

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Massimiliano, per tutti Mib, il 44enne toscano affetto da una forma molto aggressiva di sclerosi multipla da 6 anni ha scelto di morire oggi, 8 dicembre, tramite suicidio assistito nella clinica Svizzera Dignitas di Zurigo, a pochi giorni dal suo ultimo appello affidato all’Associazione Luca Coscioni, in cui chiedeva di porre fine alle sue sofferenze in Italia, nella sua casa, accanto a suo padre Bruno e alle persone che più lo amavano. Sui social dell’associazione, che si batte da anni per il fine vita, si legge: “Mib è stato accompagnato nel Paese elvetico da Felicetta Maltese, attivista della campagna Eutanasia Legale e da Chiara Lalli, giornalista e bioeticista. Per questa azione di disobbedienza civile rischiano fino a 12 anni di carcere per il reato di aiuto al suicidio e domani andranno ad autodenunciarsi a Firenze presso la Stazione Carabinieri Santa Maria Novella alle ore 11″.

Marco Cappato, tesoriere dell’associazione già indagato per due casi di suicidio assistito, premiato dell’Ambrogino D’oro 2022 per i diritti umani due giorni fa, non ha accompagnato Mib, ma “si autodenuncerà in veste di legale rappresentante dell’Associazione Soccorso Civile che ha organizzato e finanziato il viaggio di Massimiliano verso la Svizzera”. Ad assistere e accompagnare gli attivisti vi sarà Filomena Gallo, avvocato e segretario Nazionale dell’Associazione Luca Coscioni. Mib nell’ultimo video prima di morire ha raccontato che in Svizzera gli “hanno regalato questo dono del suicidio assistito”. Il 44enne non ha nascosto il suo rammarico nel non aver potuto coronare il suo sogno in Italia, ma all’estero: “Costretto ad andarmene per andarmene“.

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