martedì, 31 Gennaio 2023

Guerra in Ucraina, nuovo bilancio a Dnipro: 41 morti e 25 dispersi. A Mariupol ospedale riservato a militari vietato ai civili

Dalle macerie del condominio colpito a Dnipro, domenica 14 gennaio, si contano ancora i morti e si aggiungono anche i dispersi: 41 le vittime, 25 i ricercati. A Mariupol, sotto controllo russo, la struttura ospedaliera è riservata ai militari. Il consigliere del sindaco: "L'unico diritto concesso dalla Russia ai cittadini di Mariupol è morire a casa". Secondo l'Intelligence di Kiev, Putin avrebbe ordinato di "prendere il Donbass e creare una certa zona di sicurezza, entro marzo".

Da non perdere

Il Donbass è tra i punti nevralgici e allo stesso tempo strategici per questa guerra. Secondo quanto ha sostenuto il portavoce dell’Intelligence di Kiev, Andriy Yusov, il presidente Vladimir Putin avrebbe dato al nuovo comandante delle forze armate russe, Valery Gerasimov, l’ordine di “prendere il Donbass e creare una certa zona di sicurezza, entro marzo“.

AIEA, missione permanente in centrale nucleare al sud

È stata istituita una missione permanente da parte degli esperti dell’Aiea nella centrale nucleare di Pivdennoukrainsk, in Ucraina meridionale. Il direttore generale in missione, Rafael Grossi, ha twittato: “La bandiera dell’Aiea sventola ora presso la centrale di Pivdennoukrainsk. Siamo qui per restare e per aiutare a garantire la sicurezza nucleare durante il conflitto“.

Mariupol, ospedale riservato ai russi vieta ingresso a civili

Petro Andryushchenko, consigliere del sindaco ucraino di Mariupol, ha scritto che “l’unico diritto concesso dalla Russia ai cittadini di Mariupol è morire a casa”. Questo perché in città, attualmente sotto controllo dei russi, “le due strutture ospedaliere rimaste sono state trasformate in un ospedale militare e ai residenti civili malati della città viene negato il ricovero“.

Dnipro, il nuovo bilancio: 41 morti 25 dispersi e oltre 200 appartamenti distrutti

Il razzo russo scagliato contro Dnipro ha provocato fin troppe vittime. Inizialmente è stato complicato decretare quanti fossero i morti e quanti i feriti, il bilancio è stato confermato e si allunga la lista dei dispersi: 41 morti tra cui 3 bambini; 79 persone sono rimaste ferite, tra cui 16 minori e 25 sono ancora disperse. I servizi di emergenza ucraini hanno dichiarato di aver “ricevuto 47 segnalazioni di persone scomparse, di cui 18 persone sono state trovate morte, quattro persone sono state trovate vive con parenti, negli ospedali, 25 persone sono attualmente ricercate”, hanno poi aggiunto di aver fornito “assistenza a 176 vittime dell’attacco ma le operazioni di ricerca e soccorso e di smantellamento di elementi strutturali pericolosi sono ancora in corso“. Zelensky non ha tardato col suo videomessaggio serale in cui ha rinnovato l’urgenza di accelerare le decisioni sull’invio delle armi: “Quello che è successo a Dnipro, il fatto che la Russia stia preparando un nuovo tentativo di prendere l’iniziativa nella guerra, il fatto che la natura dei combattimenti sul fronte richieda nuove soluzioni nell’approvvigionamento per la difesa, tutto questo sottolinea quanto sia importante coordinare gli sforzi di tutti i membri della coalizione per l’Ucraina“.

Esplosioni nella russa Belgorod

Nelle prime ore di questa mattina, 17 gennaio, sono state udite diverse esplosioni nella città russa di Belgorod e nell’omonimo distretto. L’ha reso noto il governatore regionale Vyacheslav Gladkov. Secondo quest’ultimo, è stata attivata la difesa aerea. Inoltre, non sono stati segnalati danni, feriti o vittime. Ricordiamo che Belgorod è geolocalizzata sul fiume Seversky Donets, a circa 40 chilometri a nord del confine con l’Ucraina.

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