mercoledì, 7 Dicembre 2022

Linguaggio di genere, sessismo e stereotipi: parlarne non basta ma è un buon inizio

Linguiste, filosofi, docenti e amministratori pubblici insieme per parità di genere ed emancipazione femminile. Il cambiamento deve partire dalle scuole e passare attraverso le parole. Questo il focus del convegno "Linguaggio di genere-NON SOLO PAROLE", tenutosi a Oriolo Romano, in provincia di Viterbo.

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Parità ed emancipazione femminile passano sempre attraverso le parole“. È questo il punto focale su cui si è basato il convegno Linguaggio di genere-NON SOLO PAROLE, che si è tenuto nel pomeriggio di ieri, 22 ottobre, a Oriolo Romano, in provincia di Viterbo. L’evento, organizzato dall’associazione AMORE È RISPETTO-Rete contro la violenza di genere A.P.S., ha richiamato l’attenzione delle amministrazioni del circondario, di associazioni e soprattutto da un pubblico profano, infatti la Sala degli Avi che ha ospitato il convegno era gremita di persone.

Il linguaggio di genere è stato affrontato da punti di vista diversi, ma strettamente correlati tra loro, a parlarne infatti si sono alternati due relatori e due relatrici con la specializzazione in differenti ambiti di competenza. La prima a prendere la parola è stata la linguista Manuela Manera, che ha espresso l’importanza linguistica dei termini utilizzati, attraverso cui si creano le discriminazioni che possono portare a odio e violenza. Il secondo intervento, invece, si è basato sul sessismo e sull’influenza nella quotidianità che linguaggio e stereotipi di genere hanno sulle persone, dai “semplici” modi di dire alle offese comuni che riportano sempre a uno spiccato patriarcato. Ad affrontare queste tematiche è stato il filosofo/blogger femminista Lorenzo Gasparrini. Il cambiamento sociale deve partire dalle scuole, sia con la formazione degli insegnanti che degli studenti e attraverso i libri di testo: è questo il focus dell’intervento della docente Filomena Taverniti, fondatrice dell’associazione Indici paritari. Ultimo, ma non meno importante, è stato il discorso di Alessio Pascucci, ex sindaco di Cerveteri, il primo ad aver adottato la delibera sul linguaggio di genere all’interno del proprio Comune durante il mandato. Il racconto della sua esperienza è un esempio per tutte le amministrazioni locali per iniziare ad attuare un cambiamento lungo e difficile, ma è stato ben accolto dai sindaci presenti. Il convegno si è concluso con la lettura di un documento firmato da associazioni in rete che verrà inviato alle amministrazioni del territorio per adottare delibere sul linguaggio di genere e a protezione delle immagine lesive della figura femminile. Torneremo sull’argomento con le interviste realizzate ai relatori durante l’evento, senza preconcetti e ideologie di sorta.

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