giovedì, 8 Dicembre 2022

Nuovo Governo, via alle Consultazioni: Matterella vede La Russa e poi Fontana. Oggi si chiude col Pd

Inizia oggi, giovedì 20 ottobre, l'iter decisivo per la formazione del nuovo governo. Al Quirinale, Sergio Mattarella accoglierà prima i presidenti delle due camere e poi di seguito i vari gruppi parlamentari. Il giro di consultazioni terminerà domani, venerdì 21 ottobre, con l'incontro tra il presidente della Repubblica e una delegazione del centrodestra, che si presenterà unito.

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Questa mattina, giovedì 20 ottobre, prenderanno il via le consultazioni per la formazione del nuovo Governo. Il programma inizierà alle 10, con l’udienza al Quirinale del presidente del Senato, Ignazio La Russa che sarà ricevuto dal presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. Le consultazioni si concluderanno  con l’udienza della delegazione del centrodestra, che sarà ricevuta domani, venerdì 21 ottobre, alle 10:30.

Calendario consultazioni (fonte: telegram)

Il programma delle consultazioni

Una volta conclusa l’udienza con il presidente del Senato, Mattarella alle 11 accoglierà il  presidente della Camera, Lorenzo Fontana. Alle 12 toccherà al Gruppo Parlamentare “Per le autonomie (Svp-Patt, Campobase e Sud Chiama Nord)” del Senato. Dopo mezz’ora sarà il turno del Gruppo Misto del Senato. Mentre il calendario del pomeriggio prevede alle 16 il Gruppo Misto della Camera, mentre alle 16:30 i Rappresentanti della componente “Alleanza Verdi e Sinistra” del Gruppo Misto della Camera. Il presidente della Repubblica accoglierà alle 17 i Gruppi parlamentari Azione-Italia Viva e un’ora dopo i Gruppi parlamentari Movimento 5 Stelle. La giornata si concluderà alle 19 con l’udienza dei Gruppi parlamentari Partito democratico-Italia democratica e progressista. Domani mattina alle 10:30 le consultazioni riprenderanno con i Gruppi parlamentari, che saliranno al Quirinale insieme, di Fratelli d’Italia, Lega, Forza Italia, Civici d’Italia–Noi moderati (Udc, Coraggio Italia, Noi con l’Italia, Italia al Centro)-Maie.

Meloni e la questione Berlusconi

Le note audio pubblicate da diversi giornali che mettono al muro Silvio Berlusconi e le sue posizioni vicine al suo “amico” Vladimir Putin, potrebbero cambiare le carte per quanto riguarda la formazione del governo. Per rimediare agli scivoloni del Cavaliere, pare che Giorgia Meloni, ieri, abbia avuto un colloquio con l’ambasciatore statunitense in Italia. La leader di Fratelli d’Italia era pronta a concedere agli alleati forzisti “pari dignità” invocata fin dall’esito delle urne, dove gli azzurri sono usciti penalizzati nonostante la percentuale elettorale vicinissima a quella leghista, per via della suddivisione dei collegi. Ma, il ministero della Giustizia, tanto ambito da Forza Italia, andrà a Carlo Nordio, magistrato in pensione e neoeletto deputato di Fratelli d’Italia. Per Elisabetta Casellati, la favorita di FI per il ruolo di Guardasigilli, potrebbero invece aprirsi le porte di un nuovo ministero delle Riforme. Anche Università e ricerca e Pubblica Amministrazione dovrebbero rientrare nel portafoglio azzurro. Nel primo caso il dicastero potrebbe essere occupato da Gloria Saccani Jotti, mentre per il dopo-Brunetta si parla di Annamaria Bernini. entrambi potrebbero anche andare a presidiare il Mef come sottosegretari.

Tajani rischia la Farnesina, Crosetto verso il Mise

Nello schema delineato a via della Scrofa, il gruppo azzurro conquisterebbe il ministero della Transizione ecologica. Al posto di Roberto Cingolani dovrebbe andare Gilberto Pichetto ma l’energia potrebbe tornare a via Veneto, con lo Sviluppo economico che in questo caso andrebbe a Guido Crosetto. A Forza Italia spetterebbe la Farnesina con Antonio Tajani, ma la questione sembra compromessa dopo le esternazioni di Berlusconi.

I nomi della Lega al governo e il doppio ruolo di Salvini

In casa Lega invece si dà per scontato il doppio ruolo per Matteo Salvini, vicepremier e ministro delle Infrastrutture. Gli altri 4 ministeri per il partito di via Bellerio, oltre al Mef ritenuto fuori quota, sarebbero l’Agricoltura, dove resta in pole l’attuale sottosegretario Gian Marco Centinaio, gli Affari regionali e l’autonomia destinato a Roberto Calderoli dopo il passo indietro rispetto alla presidenza del Senato, il ministero dell’Interno dove il nome più forte rimane quello del prefetto Matteo Piantedosi, già capo di gabinetto quando al Viminale c’era Salvini. Il quarto ministero potrebbe essere l’istruzione o la famiglia, circola il nome di Simona Baldassare. Più probabile che alla lega vada il dicastero preposto per la disabilità, cui in un primo momento sembrava potesse rimanere l’attuale ministro Erika Stefani, anche se le sue quotazioni sarebbero in calo.

Alla ricerca di tecnici

Per quanto riguarda il ministero del lavoro, la scelta sembra orientata verso Marina Calderone, che guida il consiglio dell’ordine dei consulenti del lavoro. A Palazzo Chigi, come sottosegretario alla presidenza, Meloni dovrebbe portare con sé il fidatissimo Giovanbattista Fazzolari ma nei giorni scorsi si era ipotizzato anche a una figura tecnica. Un nome era quello di Giuseppe Chiné, attuale capo di gabinetto di Daniele Franco. Ma si racconta che Giorgetti abbia chiesto di tenerlo al Mef, se davvero toccherà a lui sedere alla scrivania di via Quintino Sella. Ancora scoperta la casella della Salute, contesa tra Fi ed FdI, con i nomi di Bertolaso e Rocca, ma anche qui potrebbe esserci spazio per un esterno.

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