lunedì, 15 Agosto 2022

Decreto Aiuti bis, pronti 14,3 miliardi per famiglie e imprese: le misure sul tavolo

Il disegno di legge potrebbe già essere approvato nei prossimi giorni, in modo da aprire al decreto Aiuti bis già da prossima settimana. Pronti 14,3 miliardi di euro da destinare a famiglie e imprese.

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Il Consiglio dei Ministri svoltosi questa mattina, martedì 26 luglio, durato solo una ventina di minuti è servito per fare il punto sulla situazione dei conti pubblici. Il ministro dell’Economia, Daniele Franco, ha illustrato ai membri del Governo la relazione sull’assestamento di bilancio. Il tagliando all’andamento dei conti pubblici, come da attese, mostra che le cose vanno meglio di quanto ci si potesse aspettare, viste le tante incertezze geopolitiche e le difficoltà macro-economiche.

Pronti 14,3 miliardi per il prossimo decreto Aiuti

Tra le note importanti emerse durante l’incontro, c’è sicuramente un miglioramento del quadro tendenziale di finanza pubblica, con l’indebitamento per il 2022 che “al momento risulta inferiore di 0,8 punti” di Pil rispetto alle stime. Secondo quanto si apprende, il deficit sarebbe inferiore “di circa 14,3 miliardi, interamente dovuto alle maggiori entrate“. Spazi finanziari pronti ad essere destinati al nuovo decreto Aiuti, con un approvvigionamento stimato di 12-13 miliardi. Vista la situazione del Governo, sarà necessaria la volontà dei partiti per capire come impiegarli nel dettaglio, insieme al confronto con le parti sociali che il premier Draghi ha convocato per questi giorni.

Le proroghe previste

Tra i punti del decreto, ci sarebbe la proroga fino a fine anno degli sconti sulle bollette alle famiglie, i crediti di imposta alle imprese, il taglio di 30 centesimi sulle accise dei carburanti almeno fino a metà ottobre. Sembrerebbe, che le proroghe saranno estese anche al bonus da 200 euro per i redditi sotto il tetto dei 35 mila euro.

Il dialogo con le parti sociali

Sul fronte sindacale, Cgil e Uil spingono per la via del bonus, la Cisl invece apre al taglio dell’Iva. Il vero nodo, per le sigle sindacali, è quello del caro energia, senza il quale l’inflazione sarebbe già la metà. Su quest’ultimo fronte, è già certo che nel nuovo decreto ci sarà la proroga della misura contro il caro bollette per l’ultimo trimestre dell’anno, che altrimenti scadrebbe il 30 settembre. Non è invece detto che serva inserire nel provvedimento anche la proroga del taglio delle accise, che non necessita di un decreto legge per essere applicata.

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