lunedì, 28 Novembre 2022

Politiche 2022, cosa succederà: tutte le tappe per la formazione dell’esecutivo

La 19esima legislatura repubblicana potrà partire solo dopo fasi tecniche che porteranno alla formazione dell'esecutivo, dall'assegnazione dei collegi a Camera e Senato, alla conseguente elezione dei rispettivi presidenti che si terrà il prossimo 13 ottobre, alle consultazioni del Presidente della Repubblica che dovrebbero svolgersi intorno al 20 ottobre.

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Alea iacta est” e le elezioni politiche italiane di ieri, 25 settembre 2022, hanno sancito il trionfo del centrodestra sia alla Camera che al Senato, facendo volare al primo posto con il 26,10% Fratelli d’Italia, partito di Giorgia Meloni. La 19esima legislatura repubblicana, però, potrà partire solo a seguito di specifiche procedure che porteranno alla formazione dell’esecutivo, dall’assegnazione dei collegi a Camera e Senato, alla conseguente elezione dei presidenti che dovrebbe tenersi il prossimo 13 ottobre – in occasione della prima seduta delle Camere – alle consultazioni che dovrebbero svolgersi intorno al 20 ottobre, guidate dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che sceglierà a chi affidare l’incarico di formare il Governo. Intanto i nuovi parlamentari eletti dovranno attendere alcuni giorni prima di essere ufficialmente proclamati da parte degli uffici elettorali delle Corti d’appello. Si tratta di tempi tecnici che dovranno essere necessariamente incalzanti, dato che in autunno il Governo dovrà presentare alle Camere la legge di Bilancio.

Prima seduta delle Camere il 13 ottobre

La prima riunione dei nuovi deputati e senatori si terrà il 13 ottobre, l’orario non è ancora stato fissato, ed è in questa seduta che verranno registrati gli eletti e proclamati i presidenti di Camera e Senato che succederanno rispettivamente a Roberto Fico e Elisabetta Casellati. L’elezione dei presidenti avverrà solo dopo aver dato vita ai Gruppi parlamentari, con la conseguente formazione di tutti i loro organi direttivi. Per quanto riguarda Montecitorio, per l’elezione del presidente della Camera è necessario che al primo scrutinio vi siano almeno i due terzi dei componenti, mentre al secondo e terzo voto il quorum si abbassa a due terzi dei votanti, dal quarto scrutinio in poi serve la maggioranza assoluta dei voti e si procede così a oltranza. La storia cambia al Senato, dove il presidente viene eletto entro il quarto scrutinio, il primo e secondo voto sono a maggioranza assoluta dei componenti, mentre il terzo voto è a maggioranza assoluta dei senatori presenti. Nel caso in cui nessun candidato raggiunga la maggioranza si andrà al ballottaggio tra i due candidati che hanno ottenuto nell’ultimo scrutinio il maggior numero di voti, e a quel punto verrà eletto colui che ha raccolto più consensi. Si prevede che il  nuovo presidente del Senato venga proclamato entro il pomeriggio di venerdì 14 ottobre.

Le consultazioni del Presidente della Repubblica

Toccherà, come da prassi, al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella convocare le consultazioni per arrivare alla formazione dell’esecutivo; se la formazione delle Camere dovesse rispettare i tempi previsti, la finestra per le fasi consultive potrebbe aprirsi attorno al 20 ottobre. I primi a essere ascoltati saranno i presidenti delle camere, a cui seguirà il Presidente emerito Giorgio Napolitano, che di solito viene consultato telefonicamente, e infine i partiti politici eletti in Parlamento. Una volta terminate le consultazioni, Mattarella conferirà l’incarico a un presidente del Consiglio, di solito dopo qualche ora dal termine delle operazioni. Qualora il risultato dovesse essere incerto, è probabile ci sarà bisogno di più giri di consultazioni, affidando incarichi esplorativi ai presidenti delle Camere o preincarichi a rappresentanti istituzionali.

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