venerdì, 30 Settembre 2022

Sport invernali, possibili cancellazioni dovute a prezzo gas: atleti russi e bielorussi forse in gara ai mondiali

La stagione invernale 2022-23 prenderà il via il 22, 23 ottobre a Soelden in Austria. Il segretario generale della Fis Vion affronta l'argomento "possibili cancellazioni" e la "questione" Russia e Bielorussia.

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Non lasciano ben sperare le premesse per la stagione “mondiale” di sport invernali 2022-23. Il segretario generale della Fis Michel Vion, ha parlato con la stampa in occasione dell’annuale meeting “Forum Nordicum”, in corso di svolgimento a Kranjska Gora, in Slovenia. Quello che ha detto può essere interpretato con inquietudine dal momento che ha menzionato la possibilità, concreta, che gli organizzatori di eventi di coppa del mondo, se non addirittura di manifestazioni iridate, potrebbero rinunciare all’organizzazione degli eventi in quanto i costi di gestione potrebbero risultare insostenibili.

Il massiccio utilizzo di energia elettrica per l’illuminazione delle gare notturne, insieme alla produzione di neve artificiale sono i due principali motivi per cui Vion, seppur in “politichese” e lasciando aperte tutte le porte, ha allarmato il popolo invernale. “Chiaramente è una situazione nota e ci sarà modo di prepararsi in anticipo. Per questo stiamo ottimisti. Però nessuno sa come potranno evolvere le cose e potrebbero esserci cancellazioni con pochissimo preavviso. Nel qual caso, non ci sarebbe piano B e gli eventi non potrebbero essere recuperati”.

Il francese ha ribadito, ancora una volta senza mettere le mani avanti, la possibilità che atleti russi e bielorussi possano entrare in gioco con la stagione in corso di svolgimento sotto bandiera neutrale, come ormai siamo abituati a vedere. “Forse ci sarà la possibilità di vederli con uno status neutrale, senza bandiere o inni nazionali. Magari non da subito, ma nel corso della stagione”. In tempo per i Mondiali di febbraio-marzo? “È un’ipotesi”, ha concluso Vion. Ricordiamo che, se la presenza di atleti russi e bielorussi in alcune discipline è “platonica”, in altre, come sci di fondo e biathlon su tutte, la loro presenza cambierebbe completamente la faccia alla stagione. Nello sci di fondo ci sono almeno 10 russi che lottano per finire nelle prime 5 posizioni più o meno ogni gara, a seconda della tecnica preferita. Nel biathlon il discorso è simile, con l’eccezione che a giocarsi podi e vittorie non ci sono solo 3 paesi, quali Norvegia Russia e Svezia se si tratta di sprint, ma bensì una decina, tra cui anche la Bielorussia.

Aldilà delle insignificanti parole di Vion, viene lasciato intendere che la stagione ormai alle porte del circo bianco sarà una delle più difficili e controverse della storia. Se la vicenda Russia e Bielorussia ormai è diventata l’abitudine, per quanto oltraggiosa nei confronti degli atleti, la problematica relativa al prezzo del gas potrebbe creare diversi grattacapi ad appassionati, organizzatori e atleti. Non resta che sperare che tutto giri per il meglio e che si possa godersi una stagione che, per l’Italia, sarà fondamentale e piena di spunti.

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