martedì, 27 Settembre 2022

Guerra in Ucraina, ambasciata russa pubblica foto di Putin con leader italiani. Usa: “Mosca ha 6mila testate nucleari”

Secondo il quotidiano Novaya Gazeta Putin potrebbe chiamare alle armi fino a un milione di riservisti; immediata la risposta del Cremlino: "È una menzogna, sono solo fake news". L'Ue è pronta a valutare caso per caso le richieste d'asilo dei russi in fuga, Lettonia ed Estonia non accetteranno le domande. Kiev: "Chi studia all'estero non potrà più lasciare il Paese".

Da non perdere

Mentre continuano a cadere bombe su Zaporizhzhia e Kharkiv, nella Federazione russa dilaga il panico dopo l’annuncio di mobilitazione parziale avanzato ieri, 21 settembre, dal presidente Vladimir Putin. Secondo il quotidiano indipendente Novaya Gazeta – che continua a informare nonostante gli sia stata revocata la licenza di pubblicazione dal Governo russo – il capo del Cremlino potrebbe chiamare alle armi fino a un milione di riservisti. Stando alle fonti del giornale, sembrerebbe che il numero vero a cui aspira la mobilitazione sarebbe contenuto nel settimo paragrafo del decreto controfirmato ieri da Putin, poi secretato. “Questo numero è stato corretto varie volte, alla fine si sono accordati su un milione”, hanno confermato i testimoni. Immediata la risposta del Cremlino che ha smentito Novaya Gazeta. “È una menzogna, sono solo fake news”, ha chiosato il portavoce Dmitri Peskov. Vladimir Putin ha fatto sapere ieri che verranno chiamati a combattere “cittadini attualmente riservisti, specialmente quelli che hanno già servito nelle forze armate, con una certa professionalità ed esperienza militare”. “Quelli che non hanno mai visto o sentito nulla di militare non ci saranno; gli studenti continueranno ad andare in classe”, ha spiegato il ministro della Difesa russo Sergei Shoigu.

Fas: “Mosca ha 5.977 testate nucleari, l’arsenale più grande al mondo”

Secondo un rapporto della Federation of American Scientists Mosca avrebbe a disposizione ben 5.977 testate nucleari, il più grande arsenale al mondo. Un dato che fa raggelare il sangue alla luce dell’ultimo discorso pronunciato ieri da Putin in cui prometteva di essere pronto a proteggere la Nazione con “tutti i mezzi a disposizione” e di non star “bluffando”. La Fas ha confermato che circa 1.500 testate russe sarebbero in via di smantellamento, mentre le testate pronte a essere usate sarebbero in realtà 4.447, di cui 1.588 schierate su missili balistici e nelle basi dei bombardieri. Inoltre la Russia pare disponga “approssimativamente di 977 testate strategiche aggiuntive e di altre 1.912 testate non strategiche come riserva”. Tuttavia si tratta di numeri che potrebbero essere sottostimati, in quanto aleggia totale segretezza da parte del Governo russo in merito all’arsenale. Ciò che è certo è che Mosca possiede missili balistici intercontinentali che possono raggiungere e radere al suolo capitali del mondo come Londra o Washington.

Ue: “Valuteremo caso per caso le richieste di asilo dei russi in fuga”

Intanto da ieri fiumi di cittadini stanno cercando di lasciare Mosca con ogni mezzo, intasando con le auto le strade al confine con la Finlandia e riempendo i voli verso Georgia, Turchia e Armenia, mete che garantiscono ai russi di poter accedere senza visto. “Stiamo lavorando con i Paesi membri per stabilire un approccio comune, ma ogni richiesta dovrà essere esaminata caso per caso“. Così si è espressa la portavoce della Commissione Ue Anitta Hipper in merito alle richieste di asilo dei cittadini russi che stanno arrivando nelle ultime ore. La Lettonia e l’Estonia hanno già annunciato che non accetteranno queste domande d’asilo per motivi di sicurezza interna. “Le regole di Schengen permettono di negare l’accesso per questioni di sicurezza interna e di ordine pubblico. Siamo in una situazione senza precedenti, con rischi da considerare”, ha aggiunto Hipper.

Ambasciata russa pubblica le foto di Putin con i leader italiani: “Ne abbiamo da ricordare”

Intanto l’ambasciata russa in Italia entra a gamba tesa nelle questioni politiche di casa nostra, pubblicando sulla pagina Facebook una serie di foto di incontri avvenuti negli anni tra diversi leader italiani e rappresentati di Stato russi, da Vladimir Putin al ministro degli Esteri Serhei Lavrov. “Dalla recente storia delle relazioni tra la Russia e l’Italia. Ne abbiamo da ricordare“, si legge nel post degli uffici diplomatici. Un colpo basso quello dell’ambasciata moscovita che decide di usare l’arma del sarcasmo proprio agli sgoccioli dell’accesa campagna elettorale per le Politiche 2022 che si sta svolgendo nel nostro Paese. Si passa dalle foto del leader del Cremlino con Matteo Salvini, Giuseppe Conte e Luigi Di Maio, a quelle con Massimo D’Alema, Giorgio Napolitano e Matteo Renzi, fino alle strette di mano tra il capo del Cremlino ed Enrico Letta, Sergio Mattarella e Paolo Gentiloni; e ancora l’immagine che ritrae Lavrov con Mario Draghi.

Kiev: “Studenti ucraini all’estero non possono lasciare il Paese”

Gli studenti ucraini che studiano all’estero non potranno più lasciare il Paese“, lo ha affermato il portavoce del Servizio di frontiera di Stato Andriy Demchenko, citato dai media ucraini. Quest’ultimo ha spiegato che il divieto è scattato a causa di troppe certificazioni false per fuggire dall’Ucraina. In un primo momento l’Alta dirigenza militare aveva deciso che chi studiava all’estero fino al 24 febbraio poteva sconfinare per continuare gli studi. “Le guardie di frontiera hanno rispettato questa norma fornendo un lasciapassare. Tuttavia, nei mesi di luglio-agosto, circa 600 uomini hanno utilizzato documenti presumibilmente falsi. Quindi oggi gli studenti maschi non possono attraversare il confine”, ha chiosato Demchenko.

Ultime notizie